Mattanza di Rizziconi. Trovato il colpevole, è incensurato

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

domenica 2 settembre 2012

Uliveto nella Piana di Gioia Tauro

Avrebbe già un nome e cognome l'autore del triplice omicidio che, nella notte tra il 28 e il 29 agosto aveva insanguinato Rizziconi, informe agglomerato agricolo del Circondario di Palmi, nella provincia di Reggio Calabria, causando la morte di Remo Borgese, di 48 anni, e dei suoi figli, Antonio e Francesco, rispettivamente di 27 e 21 anni. Nella strage era rimasto ferito Antonino Borgese, di 29 anni, cugino dei due fratelli.

Nonostante Rizziconi, al pari di altri abitati della Piana di Gioia Tauro, sia ben noto per le infiltrazioni mafiose che ne permeano il tessuto sociale e amministrativo, per una volta la 'ndrangheta non c'entra nulla. Non un feroce regolamento di conti tra cosche, ma l'epilogo tragico di una violenza privata che scaturisce dall'asprezza de rapporti umani, una disperata ritorsione scatenata da un alterco dovuto a futili motivi.

Presunto autore della strage è Francesco Ascone, 36 anni, costituitosi nel pomeriggio di ieri davanti ai poliziotti che da quattro giorni gli davano la caccia, dopo averlo individuato quale principale sospettato. Alla Polizia, Ascone avrebbe confessato l'esecuzione del triplice omicidio, fornendo, però, una sua particolare versione dei fatti. A quanto si è appreso, quel giorno aveva avuto un banale litigio con Francesco Borgese.

I quattro uomini si erano poi rivisti per quello che doveva essere un chiarimento, al quale, però, Ascone si è presentato armato di una calibro 9x21. A un certo punto, qualcosa deve aver fatto degenerare il chiarimento e fatto scattare la follia omicida del killer, portandolo all'esplosione di una decina di colpi.

Incalzato dagli inquirenti, l'uomo ha cercato di attenuare la sua posizione affermando che il suo gesto omicida sarebbe stato una reazione di difesa dopo essere stato colpito all'addome da un colpo partito dal fucile di uno dei tre parenti. Allo stato attuale, il fucile non è stato trovato, ma gli inquirenti stanno procedendo agli opportuni riscontri, per far luce su eventuali responsabilità di altri, e per verificare la versione fornita da Ascone.

Articoli correlati[modifica]

Fonti[modifica]