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Merck pagherà 4,85 miliardi di dollari per farmaco dannoso

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sabato 10 novembre 2007

La casa farmaceutica statunitense Merck & Co. ha accettato di pagare 4,85 miliardi di dollari per chiudere le 26 mila cause legali intentate dalle vittime del farmaco Rofecoxib, meglio conosciuto come Vioxx, un farmaco contro l'artrite, antinfiammatorio, contro i dolori provocati anche da mestruazioni e per il trattamento dell’emicrania.

Le vittime del farmaco sono stimate intorno alle 50 mila persone ed è sospettato che abbiano subito infarti ed ictus come effetto collaterale all'utilizzo prolungato del Vioxx. Dalla sua immissione sul mercato nel 21 maggio 1999, il farmaco è stato prescritto a circa 80 milioni di persone nel mondo, prima che la Merck & Co. lo ritirasse dal mercato nel settembre del 2004, fruttando circa 2,5 miliardi di dollari annui di entrate (12,5 miliardi circa in totale). Durante quei 5 anni la Food and Drug Administration (FDA) ha stimato a oltre 27 mila le vittime di infarti e casi di morte cardiaca improvvisa.

Dopo l'annuncio dato ieri dalla stessa casa farmaceutica, la settima al mondo per fatturato, il titolo (MRK al NYSE) ha segnato un rialzo del 2,06%, nonostante la giornata nera della borsa, dove il Dow Jones ha perso l'1,69%. L'ottima performance registrata è dovuta anche al fatto che gli esperti stimavano cause per 50 miliardi di dollari contro il colosso, che invece ha risolto il contenzioso con meno di un decimo della somma stimata e meno della metà delle entrate ricavate dalla vendita del farmaco.

Se l'accordo extra-giudiziaro verrà accettato da almeno l'85% di chi ha intentato una causa legale (22 mila persone circa), la Merck & Co. pagherà le vittime in base al periodo di assunzione del Vioxx e alla gravità degli danni subiti, mettendosi al riparo dai procedimenti attualmente in corso.

Già nel 2001 la FDA si era accorta di potenziali rischi cardiovascolari, ma proprio nello stesso anno il colosso farmaceutico rassicurò i medici sull'innoquità del farmaco attraverso comunicato stampa. Inoltre i dati persentati per l'approvazione da parte della FDA risultavano incompleti e non revisionati.

Fonti