Vai al contenuto

ONU: l'Italia eletta membro non permanente del Consiglio a grande maggioranza

Questa pagina è protetta
Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

lunedì  16 ottobre 2006

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

Dopo 10 anni l'Italia rientra nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in qualità di membro non permanente. La votazione si è tenuta nel pomeriggio (ora UTC) e ha visto l'Italia eletta con una larghissima maggioranza (186 voti favorevoli su 192 diritti di voto). L'incarico avrà inizio dal primo gennaio del 2007 e finirà il 31 dicembre 2008.

Intervenendo in proposito, il premier italiano Romano Prodi ha espresso "grande soddisfazione per un risultato che corona l'impegno italiano in campo internazionale". Su questa decisione, in effetti, ha pesato l'attività dell'Italia nella diplomazia internazionale, e in particolare l'impegno italiano nella soluzione della crisi del Libano.

La bandiera delle Nazioni Unite

Insieme all'Italia, nell'elezione sono risultati eletti anche il Belgio (con 180 voti) per l'Europa, l'Indonesia (158) per l'Asia e il Sudafrica per il continente africano (186).

Ancora in bilico il seggio per il Sudamerica: Venezuela e Guatemala non hanno superato il quorum dei due terzi (124 voti), e pertanto bisognerà continuare a scrutinare. Pesante risulta il gioco di alleanze, che vede contrapporsi il Guatemala appoggiato dagli Stati Uniti d'America, che vogliono evitare l'elezione del Venezuela presieduto da Hugo Chavez. Per questo motivo alcuni Paesi, come l'Italia, hanno deciso di astenersi dalle prime votazioni.

Per l'Italia è la sesta volta al Consiglio di Sicurezza, l'ultima volta nel biennio 1995-1996, quando assunse due volte la presidenza, nel settembre 1995, in occasione del giubileo delle Nazioni unite, e nel dicembre 1996, presiedendo quindi all'elezione dell'attuale presidente uscente Kofi Annan. Continuano a sedere al Palazzo di Vetro, invece, Congo, Ghana, Perù, Qatar e Slovacchia, in carica fino al 2007, mentre Regno Unito, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti d'America sono membri permanenti con diritto di veto.

Fonti