Palermo, distrutti statua e manifesto di Falcone

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martedì 11 luglio 2017
Nella giornata di ieri, a Palermo sono colpiti due volte i simboli della memoria di Giovanni Falcone. Nella mattinata, la statua del magistrato davanti la scuola di via Pensabene intitolata proprio alla sua memoria, nel quartiere Zen, è stata distrutta. La scuola, in passato, è stata spesso oggetto di raid e atti vandalici, ma è la prima volta che ad essere preso di mira è il busto della statua di Falcone. Alla statua è stata staccata la testa, usata come ariete per sfondare una vetrata della scuola.

Contestualmente, è stato dato alla fiamme un cartellone che ritraeva lo stesso Falcone davanti alla scuola Alcide De Gasperi, zona residenziale della città: il manifesto faceva parte di altre immagini allestite dagli stessi studenti, in occasione del venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino insieme agli uomini della scorta. Segnali inquietanti, dunque, che, ascrivibili a Cosa Nostra o meno, scatenano diverse reazioni da parte della politica e della società civile. Tra i primi, il premier Gentiloni twitta: «Oltraggiare la memoria di Falcone è misera esibizione di vigliaccheria»

il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, invece, sottolinea come «c'è ancora molto fare ma siamo davanti a un fenomeno che dimostra il nervosismo di ambienti arroganti e mafiosi che non si rassegnano all’inevitabile sconfitta». Gesti non classificabili come una ragazzata o un semplice atto di vandalismo, secondo la preside del deturpato istituto; da segnalare che i due atti sono avvenuti pressocchè contestualmente entrambi davanti a due istituti scolastici. Prende la parola anche la sorella del magistrato morto a Capaci, Maria Falcone: «Ho sempre considerato la statua di Giovanni allo Zen come un presidio della legalità in uno dei quartieri più degradati, la ricostruiremo più bella di prima, ma servono maggiori controlli da parte delle autorità. Non ci arrenderemo, andremo avanti, è un po' la lotta tra bene e male».

Fonti[modifica]