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Papa Benedetto XVI visita l'ambasciata italiana in Vaticano

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sabato 13 dicembre 2008

In occasione dell'inaugurazione della restaurata cappella dedicata a San Carlo Borromeo, Papa Benedetto XVI ha visitato stamane il palazzo dell'ambasciata d'Italia presso la Città del Vaticano. Ad accogliere Ratzinger, in rappresentanza del governo della Repubblica, c'erano il ministro degli Esteri Franco Frattini, l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi e il segretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta.

Gianni Letta ha detto: «La presenza di alcuni membri del governo in una circostanza del tutto eccezionale sta a significare non ufficialità, ma genuino e personale interesse per le relazioni con la Santa Sede, nonché altissimo rispetto e grande considerazione per la persona del Pontefice». «La sua presenza qui, Santità - continua Letta - ci conferma che la strada percorsa assieme in questi ottanta anni di vita del Trattato Lateranense e di venticinque del nuovo Concordato è contrassegnata da una più che soddisfacente evoluzione del rapporto bilaterale, che conferma la attualità e la validità dello strumento concordatario».

Il sotto-segretario ha poi spiegato a Benedetto XVI che il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, non è potuto intervenire di persona poiché impegnato con il matrimonio della figlia, Marina Berlusconi.

Prendendo la parola, il pontefice ha dichiarato: «In questa mia breve visita all’Ambasciata d’Italia, il primo appuntamento si tiene in questa bella Cappella appena restaurata e rinnovata. E sono contento di incontrare, proprio qui, voi che costituite la comunità di vita e di lavoro di questa Ambasciata. Vi saluto tutti con affetto insieme ai vostri familiari. Un saluto speciale dirigo al Signor Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che mi ha recato il saluto del Presidente del Consiglio e mi ha rivolto un caloroso benvenuto, facendosi interprete dei vostri sentimenti».

Ha poi aggiunto Benedetto XVI: «Quella tra Italia e Santa Sede è un'intesa quanto mai importante e significativa nell'attuale situazione mondiale, nella quale il perdurare di conflitti e di tensioni tra popoli rende sempre più necessaria una collaborazione tra tutti coloro che condividono gli stessi ideali di giustizia, di solidarietà e di pace». «Questa breve visita mi è propizia per ribadire come la Chiesa sia ben consapevole che alla struttura fondamentale del cristianesimo appartiene la distinzione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, cioè la distinzione tra Stato e Chiesa. Tale distinzione e tale autonomia non solo la Chiesa le riconosce e rispetta, ma di esse si rallegra, come di un grande progresso dell'umanità e di una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l'adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli. In pari tempo, però la Chiesa sente come suo compito, seguendo i dettami della propria dottrina sociale, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, di risvegliare nella società le forze morali e spirituali, contribuendo ad aprire le volontà alle autentiche esigenze del bene. Perciò richiamando il valore che hanno per la vita non solo privata ma anche e soprattutto pubblica alcuni fondamentali principi etici, di fatto la Chiesa contribuisce a garantire e promuovere la dignità della persona e il bene comune della società, ed in questo senso si realizza l'auspicata vera e propria cooperazione tra Stato e Chiesa».

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