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Pordenone: diciottenne pachistana sgozzata dal padre, probabile movente religioso

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giovedì 17 settembre 2009 A Pordenone una ragazza pachistana di 18 anni di nome Sanaa è stata ferocemente uccisa dal padre, El Ketawi Dafani (45 anni), a quanto risulta a causa di una storia d'amore con un ragazzo di 31 anni, italiano e non musulmano. Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri la vittima e il fidanzato si stavano dirigendo presso il Ristorante Spia di Montereale Valcellina, quando l'assassino ha fermato l'auto dei due in una zona boschiva e accoltellato entrambi, ferendo la figlia alla gola in maniera mortale. Successivamente, grazie all'intervento di un testimone che ha riconosciuto la targa dell'auto dell'assassino, i Carabinieri in poco tempo hanno rintracciato lo stesso presso la sua abitazione e hanno provveduto all'immediato arresto. Non ancora ritrovata l'arma del delitto che secondo le testimonianze dell'assassino dovrebbe essere un grosso coltello da cucina, mentre sono stati rinvenuti gli abiti ancora sporchi di sangue indossati durante il terribile omicidio.

Il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna e la Regione Friuli-Venezia Giulia si costituiranno parte civile nel processo. Il ministro ha così commentato la vicenda: «È un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che è arrivata fin dentro le nostre case [...] Casi terribili come questi ci inducono a proseguire la strada del "modello italiano" nell'integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma il Paese può accettarlo soltanto se questa è rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato».

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