Procedura di infrazione UE contro Italia e Spagna: troppa pubblicità in tv

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venerdì 7 dicembre 2007

Il commissario UE per le tlc, Viviane Reding

Martin Seylmar, portavoce del commissario dell'Unione Europea per le telecomunicazioni, Viviane Reding, ha affermato che «il numero eccessivo di spot sulle tv italiane è inaccettabile», confermando così l'apertura di una procedura di infrazione delle norme comunitarie. La Commissione europea deciderà sul caso martedì prossimo. Insieme all'Italia, anche la Spagna, che condivide parte del panorama televisivo con il Belpaese, è stata bacchettata da Seylmar: entrambi i Paesi avrebbero violato le regole comunitarie riguardanti gli spot pubblicitari, che invece devono essere seguite fermamente da ogni Stato membro.

Per la Commissione, in Italia verrebbero regolarmente infranti due paletti alla pubblicità: il primo riguarda la durata degli spot, che in alcuni casi supererebbero il limite di 12 minuti l'ora, mentre il secondo concerne l'intervallo fra uno spot e l'altro, che sarebbe maggiore del limite di una pubblicità ogni venti minuti. La Commissione punta il dito contro la legge Gasparri, approvata durante la scorsa legislatura, che ha introdotto una notevole riforma del mercato dell'editoria: secondo la nuova legge, le televendite non sarebbero da considerarsi pubblicità, così come l'autopromozione (non rientrando quindi nel computo dei minuti pubblicitari). Seylmar ha anche aggiunto che «le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli».

La Reding proporrà, quindi, l'invio all'Italia di una lettera di messa in mora indirizzata al governo italiano, per invitare il governo a rispettare la direttiva "Tv senza frontiere", che condanna apertamente l'eccessiva pubblicità, chiedendo che la riforma proposta dall'ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, oggi deputato di Alleanza Nazionale, venga riformata nel rispetto del diritto comunitario.

Fonti