Radovan Karadžić è stato arrestato

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Radovan Karadžić

martedì 22 luglio 2008
Radovan Karadžić, medico serbo-bosniaco ricercato per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità dal Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia, è stato arrestato venerdì 18 luglio nelle vicinanze di Belgrado. Secondo alcune fonti, l'arresto è stato effettuato nel sobborgo di Batajnica, distante 13 chilometri dalla capitale serba.

L'annuncio è stato fatto dalla Presidenza della Serbia ed è stato confermato da Serge Brammertz, procuratore del Tribunale Penale Internazionale. «Vorrei congratularmi con le autorità serbe e in particolare con il Consiglio di sicurezza nazionale per aver raggiunto questo importante risultato nella collaborazione con il Tpi» ha dichiarato Brammertz.

Ratko Mladić

Latitante da 13 anni, Karadžić aveva assunto negli ultimi tempi una falsa identità (l'esperto in medicina alternativa Dragan Dabić) e si era fatto volontariamente crescere capelli e barba in maniera disordinata. Lavorava come medico in un ambulatorio privato alla periferia di Belgrado, dove nessuno aveva sospettato la sua reale identità, né che la sua specializzazione fosse fasulla.

Appena catturato, è stato immediatamente tradotto in carcere, consegnato alle autorità del TPI e sottoposto ad un primo interrogatorio. L'avvocato di Karadžić, Svetozar Vujakić, ha dichiarato che il suo assistito ha definito l'interrogatorio una «farsa» e che si sarebbe rifiutato di rispondere ad alcune domande. È stato già preannunciato ricorso contro la decisione di affidare Karadžić alle autorità del TPI.

Bosniaco di origini serbe, Radovan Karadžić fu presidente dal 1992 al 1995 della Repubblica Serba di Bosnia, territorio bosniaco a maggioranza serba autoproclamatosi indipendente da Sarajevo poco dopo la dichiarazione di indipendenza della Bosnia-Erzegovina. Assunse anche il ruolo di comandante in capo dell'esercito irregolare serbo-bosniaco, guidato dal generale Ratko Mladić.

La sepoltura di 465 civili bosniaci identificati

Diventò presto il ricercato numero uno del Tribunale dell'Aja, in quanto responsabile e mandante di numerose operazioni di pulizia etnica condotte contro bosniaci e croati durante la Guerra in Bosnia-Erzegovina. Il più grave di questi atti è il massacro di Srebrenica, una serie di esecuzioni di massa in cui morirono circa 8.000 civili bosniaci di fede musulmana.

Venne condannato in contumacia nel 1996 dal TPI e a suo carico venne emesso un mandato di cattura internazionale. Gli Stati Uniti avevano addirittura posto una taglia di 5 milioni di dollari sulla sua testa, così come su quella di Mladić (ricercato numero due, tuttora latitante, per le stesse motivazioni di Karadžić). A lungo hanno pesato sulla sua latitanza sospetti di connivenza delle autorità serbe, che sembrano però essere stati fugati dal decisivo apporto delle forze di sicurezza di Belgrado nella cattura.

Fonti[modifica]