Raid in Libano, muoiono tre giordani. Razzi hezbollah sulla Galilea

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18 luglio 2006

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Prosegue la guerra tra Israele e Libano. In un bombardamento sono morti 10 soldati libanesi e Israele non esclude attacco via terra.

La cronaca

Proseguono i bombardamenti nella parte sud di Beirut, roccaforte degli hezbollah. L'emittente televisiva ha diffuso immagini riprese dalle colline che sovrastano la capitale: la città è parzialmente coperta da una coltre di fumo causata dalle numerose esplosioni.

Secondo la tv Al-Arabiya, una donna giordana ed i suoi due figli sono morti oggi a causa di un raid aereo israeliano, nel Libano orientale.

Il generale Moshe Kaplinsky, Vicecomandante dell'esercito di Gerusalemme, non ha escluso la possibilità di avviare un'offensiva di terra. Secondo l'ufficiale, le ostilità in Libano potrebbero cessare nel giro di qualche settimana.

La diplomazia

Tzipi Livni, Ministro degli esteri d'Israele, ha incontrato oggi la delegazione ONU. Il capo della diplomazia israeliana ha ribadito che il suo Paese chiede la liberazione dei soldati sequestrati dagli hezbollah, l'attuazione della risoluzione Onu 1559, l'allontanamento dalla zona di frontiera ed il disarmo dei miliziani sciiti: solo a queste condizioni Israele accetterà un cessate il fuoco. Secondo l'inviato speciale dell'ONU per il Medio Oriente, il danese Roed Terje Larsen, le discussioni sono state «buone e produttive».

Gli israeliani con Olmert

Il quotidiano Yediot Ahronot ha diffuso oggi i risultati di un sondaggio che mostra un compatto sostegno della popolazione alla politica di Olmert: l'86% della popolazione, infatti, giustifica le operazioni militari in Libano. Il sostegno raggiunge 97% nella zona della Galilea, quella più colpita dai razzi dei miliziani hezbollah. Oltre la maggioranza del Paese, inoltre, ritiene necessario «eliminare» il leader sciita Hassan Nasrallah.

Fonti