Roma: tensione alla manifestazione dei terremotati dell'Aquila

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Le rovine di un'abitazione colpita dal terremoto

Roma, 7 luglio 2010

I manifestanti aquilani che si erano radunati a Roma per dimostrare il loro dissenso per la politica del governo nei confronti dei terremotati, non sono riusciti, in un primo momento, a giungere a Montecitorio, a causa del cordone delle forze dell'ordine che hanno reagito violentemente. Due feriti e vari contusi.

La manifestazione

Piazza Navona

La manifestazione, annunciata da giorni, prevedeva un raduno sotto Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati.

I manifestanti, tra cui il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, hanno iniziato a dirigersi verso la meta quando si sono trovati il passo bloccato dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, all'altezza di piazza Venezia e sono stati costretti a dirigersi presso Palazzo Grazioli, residenza romana del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, dove si teneva il vertice del PdL[1].

Gli scontri

Al tentativo di sfondare le linee i militari hanno risposto a manganellate. Un ragazzo viene colpito alla testa da due manganellate[2][3]. Grazie a una trattativa con gli organizzatori e alcuni funzionari il corteo devia quindi in direzione di via del Corso ma ad aspettarli trovano un altro blocco. Vincenzo Benedetti, pizzaiolo e responsabile della sicurezza del corteo, ha quindi cercato di creare un cordone di persone tra i militari e i manifestanti per evitare il contatto, quando è stato raggiunto, di spalle, da quattro manganellate alla testa. «Sul muro di una banca ho lasciato delle manate di sangue per testimoniare che questo è il sangue degli aquilani» ha affermato il giovane, con la maglietta sporca di sangue e una fasciatura alla testa[3]. I manifestanti riescono quindi a raggiungere piazza Colonna, dove si trova palazzo Chigi, per proseguire poi per via del Plebiscito in direzione di palazzo Grazioli. Qui sono iniziati violenti slogan contro il premier e contro il deputato Pdl, Maurizio Scelli. I manifestanti accusano il governo di non aver saputo gestire la situazione e di aver speculato sul terremoto per fini politici, lasciandoli in condizioni inaccettabili[3][4]. «Ci sentiamo presi in giro» afferma un aquilano ai microfoni di Sky TG24 «Tutti gli italiani sono stati presi in giro, perché queste notizie non le passano sui TG nazionali»[5].

Renato Schifani

Lo stesso sindaco dell'Aquila, Cialente, rimane coinvolto. Calpestato nei tafferugli nel mentre che cercava di controllare la situazione, accuserà poi problemi alla caviglia[1]. «È stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le Forze dell'ordine» afferma il primo cittadino abruzzese. Denuncia la speculazione di immagine dei politici, venuti a fare foto con i terremotati ogni giorno, per poi abbandonarli. «E ora...» continua Cialente «...hanno risposto con le cariche delle Forze dell'ordine e con le manganellate. Hanno picchiato un terremotato. E questo è una vergogna»[4].

Lo scontento dei manifestanti nasce anche dal fatto che da dicembre il governo ha intenzione di far tornare a pagare le tasse agli abruzzesi colpiti dal terremoto, ma al 100% del loro valore. Anche dopo il terremoto in Umbria erano state congelate le tasse, ma per 12 anni[4].

L'incontro con Schifani

Il presidente del senato Renato Schifani ha infine ricevuto una delegazione di rappresentati delle autorità locali abruzzesi composta dal sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, dal senatore Giovanni Legnini, dal vice presidente del Consiglio Regionale dell'Abruzzo, Giorgio De Matteis, dal vice presidente della Provincia de L'Aquila, Stefania Pezzopane, dai Consiglieri provinciali de L'Aquila, Guido Quintino Liriz, Luca Ricciuti, Modesto Lolli, Eugenio Carlomagno, Giuseppe Di Pancrazio, Enzo Lombardi, dal rappresentante della Confapi, Massimiliano Marifiamma, dai rappresentanti dei Comitati vittime del terremoto, Luigi Fabiani e Ettore Di Cesare.

Fonti

Note

  1. 1,0 1,1 Sky Tg24, fonte cit.
  2. Dailymotion, fonte cit.
  3. 3,0 3,1 3,2 Leggo, fonte cit.
  4. 4,0 4,1 4,2 Adnkronos, fonte cit.
  5. Sky Tg24 (video), fonte cit.