Scandalo doping negli Stati Uniti: wrestlers e giocatori di football nel mirino

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venerdì 31 agosto 2007
L'ombra del doping si staglia nuovamente sul panorama sportivo statunitense. Molti sportivi di diverse discipline, wrestling e football su tutte, avrebbero acquistato sostanze dopanti e medicinali senza regolare prescrizione medica. La notizia è stata diffusa per la prima volta nel febbraio 2007 sulle pagine del sito internet della rivista Sport Illustrated, in un servizio nel quale venivano pubblicati anche i nomi di alcuni noti sportivi statunitensi che figuravano nel database clienti della Signature Pharmacy, società sotto inchiesta per aver venduto tramite internet medicine, ormoni e steroidi.

Alla luce delle novità sull'inchiesta, condotta dalla polizia di Albany, la World Wrestling Entertainment ha comunicato nella giornata di ieri l'avvenuta sospensione di dieci lottatori, ma come da prassi non ha reso pubblici i loro nomi; stando alle notizie circolate sino a questo momento, tra i sospesi figurerebbero anche alcuni pezzi da novanta della federazione come Ken Anderson (Mr. Kennedy), Randy Orton, John Hennigan (John Morrison), Eddie Fatu (Umaga) ed Adam Copeland (Edge); per altri cinque wrestler, David Bautista (Batista), Chris Mordetsky (Chris Masters), Booker Huffman (Booker T), Mike Bucci (Simon Dean) ed Anthony Carelli (Santino Marella), sembra non siano stati ancora presi dei provvedimenti. Nella lista dei wrestler che hanno acquistato presso la Signature Pharmacy sarebbero presenti anche i nomi di Eddie Guerrero, Chris Benoit e Brian Adams, lottatori deceduti tra il 2005 ed il 2007 per cause riconducibili più o meno direttamente all'uso di steroidi. In un intervista rilasciata al network Fox Sport, l'avvocato della WWE Jerry McDewitt ha affermato che altri due lottatori potrebbero essere sospesi nelle prossime ore.

Ancora nessuna notizia invece dalla National Football League, che presenta diversi giocatori nelle liste di Sport Illustrated; è atteso un comunicato della Lega che dovrebbe fare chiarezza sulla situazione.

L'indagine sulla Signature Pharmacy non sembra tuttavia ascrivibile al solo panorama sportivo: nelle liste figurano infatti anche nomi di molti poliziotti e vigili del fuoco, oltre a quelli di tante persone comuni.

Fonti