Seattle: uccide sei persone e si suicida

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26 marzo 2006
Doveva essere una festa fra giovani, e si è trasformata in tragedia. Un giovane di Seattle, nello Stato di Washington, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, ha fatto irruzione in una casa dove si teneva la festa ed ha sparato all'impazzata, uccidendo sei persone e ferendone gravemente altre tre. Poi l'uomo, sentendosi braccato dalla polizia, ha rivolta l'arma contro di se e si è tolto la vita.

Al momento si ignora il movente che ha spinto il giovane, di cui non sono state rese note le generalità, alla strage. Seattle è sotto choc, perché ormai da venti anni non si verificava una cosa del genere.

Secondo la ricostruzione, il giovane partecipava alla festa in maschera. Ad un certo punto si sarebbe allontanato per ritornare sul furgone col quale era venuto, e ha caricato le sue armi, un fucile mitragliatore e una rivoltella. Uscito dal furgone il ragazzo ha scritto su un muro "Now!" ("Adesso!"), ed è ritornato verso la festa. Dapprima ha ucciso due giovani che si trovavano davanti alla porta di casa, poi ha aperto il fuoco contro altre persone che si trovavano al primo piano. Salito al piano superiore, ha assediato due ragazze che si erano rifugiate in una stanza, sparando loro attraverso la porta. Il giovane non ha mai smesso di sparare, perché aveva in dotazione molte cartucce di proiettili a grosso calibro e diverse armi automatiche. La tragedia si è consumata in un tempo brevissimo, in un paio di minuti.

La strage poteva, però, avere molte più vittime: un poliziotto, allertato dai vicini, è subito intervenuto per fermare il giovane. Il ragazzo gli ha dapprima sparato da una finestra, ma il poliziotto è riuscito a schivare i colpi. Uscendo fuori dalla casa, il giovane si è trovato faccia a faccia con l'agente, che gli ha intimato di gettare le armi: l'assassino, per tutta risposta, ha rivolto le sue armi contro di sé e si è ucciso.

Il giovane era stato descritto come una persona mite, e non si trovano ancora spiegazioni per il suo folle gesto. Non sembra che il ragazzo avesse problemi di alcool o droghe.

Fonti