Shoah, 62 anni fa la liberazione di Auschwitz

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sabato  27 gennaio 2007

La facciata principale di Auschwitz II-Birkenau

Si celebra oggi la "Giornata della Memoria", voluta dal Parlamento italiano nel 2000 per ricordare la shoah e tutti gli orrori della storia: gli eccidi, gli stermini, le violenze ed i milioni di desaparecidos. Ricorre, infatti, il 62mo anniversario dell'ingresso dell'Armata Rossa - diretta in Germania - nel campo di sterminio di Auschwitz.

Partiti da Fossoli, seicento studenti italiani sono arrivati oggi a Cracovia, dove assisteranno in serata, assieme al Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, allo spettacolo "L'Olocausto dimenticato", dedicato allo sterminio degli zingari. Domani mattina visiteranno il campo di Birkenau. Secondo il programma, il Ministro deporrà all'interno del campo tre "sassi della memoria", come gli ebrei sono soliti fare sulle tombe dei propri cari, consegnatigli ieri dagli alunni della scuola ebraica romana Vittorio Polacco.

L'iniziativa rientra nel progetto "Un treno per Auschwitz", giunto ormai alla sua terza edizione, voluto proprio dalla Fondazione Fossoli e realizzato sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Parlamento.

In una circolare diramata nei giorni scorsi, il Ministro Fioroni ha rammentato che la trasmissione della memoria tra le generazioni «è un dovere morale a cui la scuola non può in alcun modo sottrarsi, tanto più in un'epoca come quella attuale caratterizzata da una rapida evoluzione che, modificando profondamente la società e le relazioni umane, mette a rischio il senso della storia e la coscienza collettiva».

I commenti

Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha ricordato che la tragedia della shoah impone il dovere di combattere «ogni rigurgito di antisemitismo anche quando esso si travesta da antisionismo»

«Il rischio che si avverte, guardando il dibattito nel mondo, è che ci sia una possibilità di dimenticare, il rischio dell'oblio, che tanti giovani che non hanno conosciuto possano non sapere e non capire. L'impegno delle istituzioni, della politica, ambisco di tutta la politica, è quello di non dimenticare questa fase così orrenda», ha detto il Presidente del Senato, Franco Marini.

«Nel Giorno della memoria noi diciamo a voce alta che non dimenticheremo mai i milioni e milioni di donne, di bambini e di uomini vittime della Shoah, uno sterminio a tal punto inumano da averci fatto promettere "mai più". Noi dobbiamo ricordare perché l'orrore non possa ripetersi e vigilare perché nessuna tentazione discriminatoria o indizio di razzismo trovi asilo nella nostra società», ha affermato il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha proseguito: «Noi abbiamo anche il dovere di fare in modo che la memoria venga consegnata intatta nella sua verità storica alle giovani generazioni. Alle quali dobbiamo insegnare quel che abbiamo imparato troppo spesso attraverso il dolore: che confronto, dialogo, rispetto degli altri e delle "altre culture", lingue e fedi, sono i fondamenti della pace tra i popoli, il bene più prezioso che le istituzioni sono chiamate a tutelare».

Piero Fassino, segretario dei Ds, in visita alla sinagoga di Bologna ha affermato che «il valore di questa giornata è duplice: è una Giornata della memoria il che significa ricordare perché nulla e nessuno sia dimenticato e si rende onore a chi ha pagato con la vita per la nostra libertà. Inoltre - ha proseguito Fassino - è importante riconfermare il nostro impegno a combattere ogni giorno contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e intolleranza. È necessario riconfermare ogni giorno questo impegno e battersi perché la nostra sia una società di uomini liberi e uguali. In particolare - ha concluso il leader della Quercia - abbiamo il dovere di far sì che il popolo ebraico non si senta più oppresso e perseguitato come è stato nel corso di troppi secoli».

Fonti