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Sinodo vescovi: "I preti non indossino abiti casual"

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12 ottobre 2005

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Dal Sinodo dei vescovi giungono temi "minori" legati all'Eucarestia. Tra questi il richiamo ai preti che vestono casual durante le celebrazioni e la presenza della "grata" durante le confessioni.

L'ammonimento ai religiosi che vestono casual durante le cerimonie ci giunge in modo anonimo, ma ha così argomentato le proprie idee: «Se si richiede il rispetto verso gli anziani, lo stesso rispetto e le buone maniere a maggior ragione ci vogliono nelle celebrazioni eucaristiche: basta con i preti che vestono in modo casual e ricordiamo che in certi casi le buone maniere sono atti di fede».

È frequente il non utilizzo dei paramenti liturgici o l'indossarli in modo non corretto e l'anonimo sinodale si riferiva con molta probabilità a questo. Un fenomeno diffuso è anche la "sciatteria" con cui il celebrante si presenta alle funzioni. Non di rado il camice bianco viene indossato su un maglione e un paio di jeans o addirittura su una tuta da ginnastica.

Il cardinale Janis Pujats, che nel suo intervento ha utilizzato il latino, si è soffermato sulla confessione. Il confessionale deve essere posto all'interno delle chiese e deve essere sempre presente la grata che separa il confessore dal penitente, soprattutto se donna. Il cardinale ha anche chiesto che il «Santissimo sacramento sia sempre collocato all'altare maggiore» e che il confessore non lasci mai il confessionale fino a che l'ultimo fedele non si sia allontanato.

Uditori

Al Sinodo dei Vescovi sono presenti anche 26 "uditori", che hanno diritto alla parola, ma non al voto. Tra i 26 partecipanti, 13 sono donne: 6 laiche e 7 suore.

La presenza di donne è ormai abituale nei sinodi e due di esse, hanno ieri preso la parola.

Henrietta Tambunting De Villa ha ricordato il caso di due ragazzi filippini suicidatisi perché non si sentivano amati. Nell'intervento ha indicato che «ciò avviene perché oggi tanta gente, soprattutto i giovani, è attratta dagli allettamenti mondani e così molte vite vanno sprecate» e che occorre trovare il modo affinché la Chiesa possa «riuscire a catturarli».

L'altro intervento è stato di suor Elvira Petrozzi che ha parlato dei ragazzi che si drogano: «Nessuna pasticca dona la gioia di vivere e la pace». La fondatrice della Comunità del Cenacolo ha invitato la Chiesa a parlare ai ragazzi che hanno «la tristezza della droga nel cuore».

Messe in favore di vivi o defunti

Nel suo intervento, il cardinale Attilio Nicora, ha parlato della pratica delle messe in favore di vivi e defunti. «Spiace di dover rilevare che la pratica di far celebrare sante messe in favore dei vivi o dei defunti, sia in maniera diretta attraverso l'offerta personale data al sacerdote sia nelle forme delle disposizioni testamentarie, si vada rapidamente consumando».