Ucciso a Istanbul il giornalista armeno Hrant Dink

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venerdì  19 gennaio 2007

Una veduta di Instanbul

Con quattro colpi di arma da fuoco è stato freddato ad Instanbul, in Turchia, il giornalista e scrittore armeno Hrant Dink, di fronte alla redazione del giornale Agos, da lui diretto. Due dei colpi esplosi hanno raggiunto Dink alla testa.

Il giornalista era stato messo sotto processo con l'accusa di «offesa all'identità turca» per alcune pubblicazioni relative al genocidio degli armeni del 1915 ed era stato condannato, nell'ottobre 2005, a sei mesi con la condizionale. Era in corso il processo d'appello.

Secondo la Cnn, Dink era stato recentemente minacciato di morte da parte dei nazionalisti.

Le reazioni

Immediata la condanna dei leader politici della Turchia. Il Primo ministro, Recep Yayyip Erdogan, ha dichiarato: «L'attacco contro Dink è un attacco contro tutti noi, contro la nostra unità, la nostra pace e stabilità. Un attacco contro la libertà di pensiero ed il nostro modo di vivere democratico».

Il Presidente turco, Ahmet Necdey Sezer, ha definito l'omicidio di Dink come «una azione inumana». Dura anche la condanna del Ministro degli Esteri turco, che ha assicurato che la polizia si è subito prodigata nelle indagini sull'omicidio: «L'autore o gli autori dell'attentato sarà arrestato in poco tempo e consegnato alla giustizia».

Sentito anche il cordoglio del Commissario europeo all'Allargamento, Olli Rehn: «Sono scioccato e rattristato per quest'atto di violenza brutale» che ha colpito «un'intellettuale rispettato, che difendeva con convinzione le sue posizioni e che aveva contribuito ad un dibattito pubblico aperto. Era un difensore della libertà di espressione in Turchia».

Fonti

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