Vietate dalla Cina le esportazioni di vestiti neri a Hong Kong

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lunedì 4 novembre 2019

Foto del corteo di manifestanti il 12 giugno 2019

Sono state raccolte delle fonti dal quotidiano cinese South China Morning Post, dove si testimonierebbe una manovra da parte della Cina di bloccare l'esportazione a Hong Kong di alcuni oggetti usati dai manifestanti hongkonghesi. Già da luglio, non si potevano spedire elmetti e ombrelli gialli, bandiere, carta per manifesti, guanti, maschere, magliette nere, aste di metallo e bastoni fluorescenti. Successivamente, sono state vietati altri prodotti, tutti usati dai manifestanti nei mesi scorsi. Il South China Morning Post ha contattato l'azienda di spedizioni SF Express, che ha confermato il divieto di spedire a Hong Kong accessori e capi di abbigliamento di colore nero, colore simbolo delle rivolte che si stanno svolgendo nello Stato.

Vanessa Friedman del New York Times scrive come questa manovra da parte del governo cinese sia (quasi) inutile: i manifestanti hanno abbastanza vestiti neri in casa da usare, e possono ancora comprarli nei negozi hongkonghesi. Scrive sempre Friedman:

« Non è il colore a definire la natura delle proteste. È il fatto che un gruppo di persone, unite dalla stessa causa, venga unito anche da un colore condiviso; è l’emergere di una identità comune, l’espressione visiva di una forza voluminosa »

Infatti in altre proteste in giro per il mondo non è stato scelto esclusivamente il nero: si guardino i gilet gialli in Francia, il bianco delle prime suffragette, e via dicendo.

Fonti[modifica]