Alessandro Esseno: la musica come ideale e coerenza

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martedì 22 settembre 2009

Wikinews ha intervistato Alessandro Esseno, compositore e pianista tra i più originali del panorama contemporaneo internazionale, un artista dalla coerenza per certi versi esemplare, per niente incline alle mode del momento o ai compromessi.

Domanda: Un formidabile background classico, collaborazioni internazionali come quella con il gruppo americano dei Toto, fino alle musiche originali per alcune delle puntate più interessanti de La storia siamo noi di Minoli. Oltre alla pubblicazione di diversi cd tutti valutati in termini lusinghieri dalla critica specializzata e dal pubblico, chi è Alessandro Esseno come uomo e artista, ma soprattutto come definiresti la tua musica?

Risposta: Come ho già detto in altre occasioni, la mia musica è il risultato di una serie lunghissima di sperimentazioni durate un'intera vita. Ci sono degli elementi ricorrenti come il dato ritmico che ritengo imprescindibile frutto di una serie di studi di tipo neuro-fisiologico che avevo cominciato già ai tempi del conservatorio, c'è poi l'aspetto armonico e melodico che viene fuori di volta in volta in un processo creativo che io definisco "ipno-ancestrale", nel senso che tutto il materiale che diventerà poi dei nuovi brani musicali, esiste già in uno spazio-tempo diverso da quello presente, io devo solo andarlo a "prendere" e portarlo in questa dimensione. Questo procedimento comporta delle quantità di tempo spropositate, a volte per creare un solo brano passano anni, oltre ad un dispendio di energie psicofisiche da parte mia non indifferenti. Per quanto riguarda poi l'uomo Alessandro Esseno, credo non sia possibile separarlo dall'artista essendo così indissolubilmente legati l'uno all'altro.

Domanda: Pur essendo nel mondo dello spettacolo da una vita con decine di album pubblicati non sei un artista di massa, tantomeno "nazional-popolare". Da cosa è dipeso questo? Sei tu che non ti sei mai voluto "commercializzare" o dipende da altri fattori?"

Risposta: Questo è un discorso che richiederebbe ore, in due parole posso dire di non avere mai creduto all'aspetto commerciale dell'arte "a priori", commerciale è quello che funziona, anche Picasso non era commerciale e poi lo è diventato... Per quanto mi riguarda il pubblico stà prendendo confidenza ogni giorno di più con la mia musica acquistando i miei dischi. Ma non sono io che mi stò "commercializzando", è il pubblico che si sta "essenizzando"...

Domanda: Ma la musica secondo te rimane quel formidabile linguaggio universale in grado di unire generazioni e di affratellare i popoli? O bisogna rassegnarci all'idea delle musica come un oggetto di consumo come tanti altri?

Risposta: La musica per come la intendo io nella sua accezione più pura, è un linguaggio di comunicazione non verbale che arriva dritto al nostro spirito parlandoci di cose belle e vere senza prenderci in giro. Ho dovuto lottare con tutte le mie forze per salvaguardare il mio concetto di musica a livello ideale, pagando un prezzo altissimo di sacrifici e amarezze. Alla fine ce l'ho fatta. Ho pubblicato decine di album sperimentando in ogni direzione, dalla musica contemporanea a quella elettronica sperimentale, fino alle incursioni nel rock e nel jazz, oltre ad avere scritto più di 500 canzoni, ho tenuto centinaia di concerti in Italia e all'estero esibendomi in grandi spazi. Tutto questo alla fine mi ha ripagato dei sacrifici disumani fatti da me e dalla mia famiglia nell'arco di oltre 25 anni di attività, questa è la mia gioia più grande. In questo senso l'incontro con la struttura Rai Trade è stato un punto di arrivo non di partenza. Incontrare finalmente persone competenti e di grande sensibilità che hanno creduto da subito nelle mia musica, è stato lo stimolo e la forza propulsiva per andare avanti verso nuovi obiettivi, oltre al riconoscimento delle mie qualità compositive al punto da definirle un forma d'arte. Di questo sono lusingato e le ringrazio. Farò di tutto per non deludere la stima che queste persone ripongono in me, come artista ma soprattutto come uomo.

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