Berlusconi al Meeting di Cl: "Sono condannato alla leadership"

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sabato  26 agosto 2006

Silvio Berlusconi

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha partecipato ieri al "Meeting" organizzato a Rimini dal movimento "Comunione e liberazione".

Il Cavaliere, ancora convalescente per la febbre che lo ha colpito fino al giorno prima, è stato accolto dagli applausi e dai cori del pubblico.

L'ex premier si è detto commosso dall'accoglienza riservatagli: «Ho avuto un'accoglienza straordinaria da parte di questi giovani. Questa è stata l'unica volta in cui la sinistra non è riuscita a far infiltrare 15 persone fischianti per dare modo ai giornali di scrivere: "Berlusconi fischiato al Meeting"». Ha poi continuato con un ricordo dei suoi rapporti con Comunione e Liberazione: «Tutte le volte che ho avuto la ventura di venire in contatto con don Giussani e i suoi ragazzi la commozione è sempre stata la stessa. Don Giussani ebbe una parte importante nel convincermi a lasciare tutto ciò che amavo fare per dedicarmi alla politica e allo Stato. Mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l'uomo della Provvidenza».

Deciso l'intervento del Cavaliere a proposito della difesa delle libertà: «è qualcosa che ci riguarda tutti, è un compito essenziale», ha detto Berlusconi, che ha aggiunto: «La difesa della libertà è la missione più alta, più nobile, più entusiasmante che ciascuno di noi possa avere l'avventura di fare».

In risposta all'appello al dialogo, lanciato da Marini sempre al Meeting, Berlusconi ha ricordato che «il dialogo lo abbiamo offerto subito dopo il risultato delle elezioni», argomento sul quale egli ha detto, successivamente: «Un risultato controverso [perché] i nostri tecnici parlano di un milione di voti sottratti al centrodestra dai professionisti della sinistra». Tuttavia, lamenta il Cavaliere, dopo la «nostra offerta di dialogo la sinistra ci ha chiuso subito le porte in faccia. Non solo, ma ha proceduto ad occupare tutte le istituzioni del Paese».

Il presidente di Forza Italia ha confermato la sua intenzione di proseguire la sua esperienza politica: «Sono condannato a continuare nel mio ruolo. Io registro di essere detestato da quasi la metà del Paese e sostenuto e forse amato dall'altra parte. Se abbandonassi oggi, non vedendo un leader che possa tenere unite tutte le forze del centrodestra, potrei anche non essere stimato da quella parte che mi sostiene».

Berlusconi è anche intervenuto sull'attuale tema dell'immigrazione: «La sinistra pensa ad un Paese plurietnico e pluriculturale, per noi invece l'Italia deve essere cattolica e degli italiani. Cinque anni sono un periodo francamente troppo breve perché chi viene da fuori possa sentirsi membro della nostra comunità nazionale. Ritengo che l'ottenimento della cittadinanza non sia solo questione di tempo. L'immigrato che voglia diventare italiano deve dimostrare, ad esempio, di conoscere bene la nostra lingua, conoscere almeno sommariamente la storia e la geografia del nostro Paese e avere una conoscenza anche dei fondamenti costituzionali del nostro Stato e delle nostre leggi».

Dopo aver invitato il Governo a destinare al contingente militare impiegato in Libano a seguito della risoluzione ONU numero 1701 non più di 1.200 soldati, Berlusconi si è detto «preoccupato per l'intenzione del vice ministro Visco di reintrodurre la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 400mila euro, dopo che avevano parlato di milioni e milioni in campagna elettorale». «E' ingiusto che lo Stato, dopo aver prelevato imposte prelevi anche in ciò che un padre e una madre hanno messo da parte in una vita di sacrifici e lo vogliono passare al figlio», ha commentato il Cavaliere.

Infine, il leader azzurro ha lanciato un forte appello ai giovani: «Perché non assumete voi il compito di costituire in tutti i paesi d'Italia il grande partito delle libertà?», ha chiesto Berlusconi, che ha commentato: «Molti all'interno della Cdl non ne sono ancora convinti ma credo che questo partito nella gente, e soprattutto tra i giovani, esista già».

Fonti