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Brennero: iniziano i lavori per il mega-tunnel sotto le Alpi

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sabato 26 aprile 2008

Il tunnel ferroviario sotto il Brennero sarà «un’opera destinata a rimanere nella storia d’Italia per decine se non centinaia di anni. Di lì passera il futuro del nostro Paese». Queste sono le parole che lunedì mattina, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, dirà nel cantiere dei lavori di Fortezza, presso Bressanone, uno degli ultimi "avamposti" italiani prima del confine con l'Austria.

Dal 28 aprile, partiranno i lavori che, entro il 2020, avranno dato vita ad un enorme tunnel, lungo quasi 60 km, destinato a diventare una delle opere d'ingegneria più importanti per il settore dei trasporti italiano ed europeo. A scavare la galleria, una enorme fresa, pesante oltre 500 tonnellate, che, scavando 18 metri al giorno, sonderà il terreno nel quale passeranno i treni, fra poco meno di 15 anni, se i tempi dell'opera non subiranno rallentamenti.

Enormi i costi dell'opera, che verranno divisi equamente tra i governi dei due paesi collegati: 6 miliardi di euro, che forse, come comunicato dalle Ferrovie dello Stato, saranno di più, con una partecipazione dell'Unione Europea di 596 milioni di euro.

Il tunnel, che costituisce solo una minuscola parte del Corridoio 1, il sistema di trasporti europeo che congiunge Berlino, capitale della Germania, a Palermo, capoluogo regionale della Sicilia, potrà, nelle intenzioni delle ferrovie italiane, servire a ridurre enormemente il traffico autostradale sull'Autostrada del Brennero, e, a pieno regime, consentirà il passaggio di 400 treni, molti dei quali dediti al trasporto merci, con velocità massima di 220 km/h.

Nessuno, o quasi, il risentimento dei trentini; i rappresentanti delle istituzioni, quasi tutti appartenenti alla formazione politica del Südtiroler Volkspartei, hanno da subito deciso di appoggiare il progetto, con la convinzione appunto di poter ridurre il traffico autostradale, e di conseguenza i forti livelli di inquinamento atmosferico. Il fronte dei contrari, rappresentato da Markus Lobis, consigliere dei Verdi presso il comune di Bressanone, porta come avvaloramento delle sue tesi l'idea che il mega-tunnel non ridurrà il traffico. Lobis dice: «Il traforo non risolverà i problemi del trasporto merci, i tir continueranno a passare e verranno sacrificati inutilmente paesaggi e falde acquifere. Senza contare lo spreco di denaro pubblico».

Il principale movimento ambientalista italiano, Legambiente, non sembra né appoggiare né boicottare il progetto, ma per bocca del suo presidente, Vittorio Cogliati Dezza, fa sapere: «In linea generale siamo favorevoli a patto che si verifichino alcune condizioni, che riguardano le infrastrutture attorno al tunnel e la piena compatibilità ambientale, ma al momento mancano le garanzie».

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