Elezioni politiche italiane 2008: i commenti dei politici sui risultati provvisori

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

lunedì 14 aprile 2008

Mentre continuano a giungere al Viminale i risultati delle operazioni di scrutinio compiute dagli oltre 61.000 Uffici elettorali di Sezione, iniziano ad essere diffusi i primi commenti dei politici su quella che pare delinearsi come una netta affermazione del Popolo delle libertà.

Veltroni telefona a Berlusconi

Il leader del Pd, Walter Veltroni, ha telefonato al candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi: «Come è prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l'augurio di un buon lavoro», ha dichiarato Veltroni. «Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono», ha aggiunto.

«La nostra sarà un'opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno. Noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai avuto»", ha proseguito Veltroni.

Dal canto suo, Silvio Berlusconi - dopo aver sollevato nuovi dubbi sulla regolarità delle operazioni elettorali del 2006 - ha manifestato ampia apertura nei confronti dell'opposizione: «Siamo sempre stati aperti nei confronti dell'opposizione per lavorare assieme e ad accettare il loro voto, là dove i nostri provvedimenti anche loro li vedessero nell'interesse del Paese. Quindi non cambieremo nulla di questo nostro atteggiamento che è stato sempre aperto e dialogante».

Sulla formazione del nuovo Governo, Berlusconi ha dichiarato: «non ci vorrà molto tempo. Ho già parlato con Fini e Bossi. Ho già tutto in testa. Questa volta sarà tutto più facile, perché abbiamo bisogno di uomini esperti, che abbiano la conoscenza dei problemi del Paese e che possano mettersi immediatamente al lavoro». Tra i nuovi ministri, «le donne saranno almeno quattro», ha assicurato il Cavaliere.

Bossi (Lega)

Visibilmente stanco e soddisfatto per il risultato, il leader del Carroccio, Umberto Bossi, ha dichiarato: «Vado da Berlusconi a festeggiare e poi a casa a dormire». Bossi ha aggiunto: «La gente non ci ha dato il voto per andare a governare con la sinistra. Abbiamo vinto noi e governiamo noi. Ci aspettavamo questo risultato. Vedevamo le persone nelle piazze, l'impressione era che la gente ci voleva bene e così è stato».

Dini (Pdl)

Entusiasta il commento di Lamberto Dini: «Un risultato straordinario che conferma come i Liberaldemocratici abbiano interpretato correttamente quanto emergeva, soprattutto nei confronti del governo Prodi e della sinistra antagonista, dall'opinione pubblica italiana, contribuendo con coraggio e determinazione alla chiusura anticipata della legislatura e collocandosi poi senza esitazione nel Popolo della liberta».

Lombardo (MPA)

«Se il dato sarà confermato, voglio stare tra la mia gente. Domani farò una bellissima passeggiata, dove abito, alla meravigliosa fiera di piazza Carlo Alberto e poi in pescheria»: questo il commento del leader del Mpa, Raffaele Lombardo, che ha precisato: «Siamo stati percepiti dagli elettori come più capaci dei nostri avversari di far valere le ragioni e gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia».

Bersani (Pd)

Scettico sulla tenuta del nuovo Esecutivo il Ministro uscente dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: «Noi abbiamo fatto un partito, loro per adesso hanno fatto una coalizione elettorale. Vedremo se alleanza c'è o non c'è».

Fassino (Pd)

«Il disagio sociale che abbiamo registrato nell'elettorato in campagna elettorale si è espresso soprattutto in un voto di protesta, che ha premiato per esempio la Lega. Lo stato di disagio si è canalizzato in sostanza su chi più ha cavalcato la protesta»: questo il commento di Piero Fassino.

Orlando (Idv)

Nelle proiezioni elaborate dal partito, l'Idv «triplicherebbe i propri consensi. Sarebbe un dato storico che contribuisce a una nuova fase della politica italiana», secondo il portavoce nazionale, Leoluca Orlando.

Casini (Udc)

«L'Udc ha retto la "botta": nonostante il forte appello al cosiddetto voto utile abbiamo ottenuto un risultato davvero utile», ha dichiarato il candidato premier dell'Udc, Pierferdinando Casini, che ha proseguito: «A Berlusconi auguro di fare bene, perché l'Italia ha bisogno di un buon governo. Ma l'Udc non potrà votare la fiducia in Parlamento al governo Berlusconi: noi voteremo contro».

Cuffaro (Udc)

«Berlusconi ha vinto sia alla Camera che al Senato, è nelle condizioni di poter governare. Noi da parte nostra faremo opposizione costruttiva. Voteremo le leggi tutte le volte che le riterremo opportune. In ogni caso saremo delle sentinelle per tutelare le politiche a sostegno del Mezzogiorno»: questo il commento del Vicesegretario nazionale dell'Udc, Salvatore Cuffaro.

Santanchè (Destra)

«Gli italiani che credono nella destra ci sono»: è questo il dato sottolineato da Daniela Santanchè, candidata premier della Destra-Fiamma Tricolore, che ha proseguito: «Mi sento con un milione in più di responsabilità. I comunisti vengono cancellati dal Paese: c'è spazio a destra per costruire una forza di destra importante».

Boselli (PS)

Dure le parole del leader socialista, Enrico Boselli: «Grazie a Veltroni Berlusconi ha ottenuto due maggioranze blindate sia alla Camera che al Senato. Attendiamo la fine delle votazioni ma all'interno di questa durissima sconfitta della sinistra ci siamo pure noi. Non credo quindi che sarò più io a guidare ancora il partito».

Bertinotti (SA)

«La sconfitta è pesante e dobbiamo riconoscerla senza ipocrisie. Ma non sempre in politica quelli che vincono hanno ragione e quelli che perdono hanno torto. Ci sono delle sconfitte che possono insegnare più delle vittore a patto che ci si interroghi. Se abbiamo preso così pochi voti le prime responsabilità vanno ricercate nelle nostre azioni. Poi, certo, qualcuno può avere contribuito», ha dichiarato il candidato Presidente del consiglio della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, che ha aggiunto: «La mia vicenda di direzione politica termina qui, purtroppo con una sconfitta».

D'Angeli (SC)

«Non ci aspettavamo un risultato disastroso per la Sinistra»: con queste parole ha commentato il voto la candidata premier della Sinistra Critica, Flavia D'Angeli, che ha proseguito: «Dal Pd ci aspettiamo che faccia un po' di opposizione al Governo di centrodestra perché non vorremmo proprio che questo programma venisse applicato». Dura la critica della D'Angeli a Bertinotti: «Per dirla con una battuta, dove non era riuscito Occhetto è riuscito Bertinotti e quindici anni di storia di Rifondazione e della sinistra antagonista sono stati buttati al macero. Una sconfitta da addebitare al gruppo dirigente dell'Arcobaleno»

Fonti