Garry Kasparov non sarà candidato alle presidenziali russe del 2008

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

giovedì 13 dicembre 2007

Garry Kasparov

Garry Kasparov, il campione mondiale di scacchi divenuto attivista politico, ha annunciato che non si presenterà alle elezioni presidenziali in Russia del 2 marzo 2008. Kasparov ha detto che è stato costretto a tirarsi fuori dalla corsa elettorale poiché il suo partito, L'altra Russia, non è stato in grado di tenere una convention per la sua nomina ufficiale come rappresentante del partito alle elezioni.

«Dovunque, a Mosca, non siamo stati capaci di trovare una sala dove i nostri sostenitori potessero incontrarsi - ha detto Kasparov - Avremmo pagato e non ci sarebbero stati problemi, ma questi hanno detto che non avrebbero potuto concederci comunque la sala per problemi tecnici». Infatti, per cinque volte ha ricevuto rifiuti da parte dei locali e in particolare l'ultimo, il cinema Mir, ha negato la possibilità di effettuare il Congresso di investitura del partito, come richiesto dalla legge, solo dopo il pagamento.

Anche i suoi parenti hanno subito ritorsioni: la moglie e la figlia non hanno potuto lasciare il Paese nonostante non ci fossero problemi legati ai documenti.

La campagna elettorale di Kasparov si è basata su problemi molto gravi, come i giri di vite della polizia e la pressante censura. Nel corso di uno scontro con le forze dell'ordine, il giornalista Andrei Novikov, che supportava l'opposizione del campione di scacchi è stato arrestato e rinchiuso per nove mesi in un ospedale psichiatrico.

Per gli analisti, la non partecipazione alle elezioni di Garry Kasparov spianerebbe la strana per Dmitri Medvedev, delfino di Vladimir Putin, al quale dovrebbe cedere il posto di primo ministro una volta eletto presidente. Inoltre, proprio a Putin potrebbe essere intitolata una città sul Volga.

Articoli correlati

Fonti

Wikinews
Questo articolo, o parte di esso, deriva da una traduzione di Garry Kasparov will not run for Russian presidency, pubblicato su Wikinews in inglese.