Grecia: ancora emergenza incendi, 50 morti

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sabato 25 agosto 2007

Fiamme a Keratea, viste da Markopoulo Mesogaias

Gli incendi continuano ad uccidere in Grecia: il bilancio delle persone morte a causa degli incendi ha raggiunto la cifra di 50. Intanto il premier greco Kostas Karamanlis ha dichiarato lo stato di emergenza, e promesso che i piromani sarebbero stati perseguiti. Il premier ha infatti affermato che «l'alto numero di focolai non può essere una coincidenza» e anche le squadre dei vigili del fuoco avrebbero trovato il punto da cui avrebbero avuto origine le fiamme: si tratterebbe di una striscia di terra di 20 chilometri nel sud della Grecia, da cui, riportano alcuni testimoni, si sarebbero alzate simultaneamente le fiamme. Sono state allertate anche squadre dell'antiterrorismo. Sostanzialmente bloccati anche i lavori per le elezioni politiche che si terranno il mese prossimo, congelando la campagna elettorale.

Il fuoco ha colpito per la maggior parte il Peloponneso: gli abitanti della città di Aeropolis, minacciati dal fuoco, sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Nel villaggio di Zakharo, sempre nel Peloponneso, sono da registrarsi cinque morti, una madre con i suoi quattro figli, che si aggiungono agli altri undici cadaveri scoperti dalla polizia ieri. Ma gli incendi non risparmiano neppure Atene: sulla città continua una pioggia di cenere trasportata dal vento dal nord-est. Proprio in due provincie della capitale greca è stato dichiarato lo stato d'emergenza, e l'autostrada che porta all'aeroporto è stata chiusa. In Laconia e Messenia la situazione è stata definita dal premier una «tragedia indescrivibile».

Intanto anche l'Europa si muove. Da Bruxelles è stata messa in moto la macchina dei soccorsi della "protezione civile europea", che coinvolge trenta Paesi, anche extra-UE. Mezzi aerei sono stati inviati da Francia, Norvegia, Germania e anche l'Italia ha inviato un Canadair, malgrado anche lo Stivale sia funestato da gravi incendi. Ma il lavoro dei vigili del fuoco è reso difficile dal meteo sfavorevole: la zona è infatti interessata da forti venti che alimentano le fiamme e che mettono in pericolo la vita stessa dei vigili del fuoco. Fra i morti di ieri, infatti, ci sono anche due pompieri.

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