Il Cremlino riconosce ufficialmente le due repubbliche secessioniste

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martedì 26 agosto 2008


Dopo la scontata e quasi esclusivamente pro forma approvazione da parte del Senato, il Presidente della Federazione Russa, Dmitry Medvedev ha firmato oggi il decreto di riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia, le due regioni della Georgia che da anni mirano a separarsi dal governo di Tbilisi.

In mattinata, riferendo alle Commissioni Esteri del Parlamento italiano, il Ministro degli Esteri Franco Frattini si era detto «non ottimista, cioè pessimista» sugli sviluppi della vicenda. E proprio poche ore dopo il suo intervento, Medvedev ha dato seguito alla volontà della Duma.

Appena firmato il decreto, mentre si susseguivano le dichiarazioni dei principali leader mondiali, Medvedev ha ulteriormente accentuato i termini dello scontro: «In conformità con il decreto che ho firmato, il mio Paese, naturalmente, contribuirà a garantire la sicurezza di questi due Stati», «In caso di un attacco su di loro, daremo un sostegno adeguato», «la Russia è lo Stato che ha l'obbligo di garantire i loro interessi». Una evidente minaccia rivolta al governo di Mikheil Saakašvili, il quale ha denunciato la completa «mancanza di basi legali» della decisione del Cremlino e ha accusato la Russia di star unilateralmente riscrivendo la carta d'Europa. Tornano anche i riferimenti alle dittature totalitarie del secolo scorso. Quello di Medvedev, ha ammonito il leader georgiano, è «il primo tentativo in Europa, dalla Germania nazista e da Stalin da parte di un grande paese di annettere parte del territorio di un altro paese».

Durissimi anche i commenti di Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'UE, che «condanna fermamente questa decisione» e «sollecita una soluzione politica per il conflitto».

Esponenti politici italiani, tra cui il ministro Frattini, hanno duramente criticato la nascita di stati «su basi etniche». Per il PD, Piero Fassino invita a contribuire alla positiva soluzione della vicenda non tramite «un rapporto opaco» tra il Presidente del Consiglio e l'omologo russo Vladimir Putin, ma bensì preferendo «un concorso convinto all'azione europea». Azione europea che, invece, Pier Ferdinando Casini giudica assente.

Un vertice dell'UE è stato convocato il 1° settembre a Bruxelles. La Russia, nel frattempo, raccoglie prove per accusare Tbilisi di pulizia etnica e studia un'alleanza con le due neo-repubbliche. Secondo fonti del governo dell'Ossezia, inoltre, Mosca sarebbe pronta ad accogliere l'ulteriore richiesta dei separatisti di inviare un proprio contingente militare.

Fonti