Il Dalai Lama accusa: «Il 18 agosto l'esercito cinese ha ucciso 140 tibetani»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

giovedì 21 agosto 2008

In un'intervista a Le Monde, nel numero uscito questo pomeriggio, il Dalai Lama, leader spirituale buddista e capo del governo tibetano in esilio, afferma che lunedì 18 agosto l'esercito cinese ha sparato sulla folla nella regione di Kham (est del Tibet), massacrando 140 manifestanti.

Tenzin Gyatso sostiene inoltre che a partire dal 10 marzo 2008, giorno d'inizio delle proteste nel Tibet, ben «400 persone sono state uccise nella sola regione di Lhasa. Uccisi da colpi d'arma da fuoco, mentre manifestavano senza armi». Il Dalai Lama aggiunge che «non è stata registrata alcuna apertura» con il governo cinese e che, con l'Olimpiade in corso a Pechino, «avevamo creduto a dei segnali positivi». Tuttavia, dice, «i nostri emissari si sono trovati di fronte un muro».

Domani mattina il Premio Nobel per la pace 1989, attualmente in Francia, incontrerà ufficialmente la moglie del presidente Sarkozy, Carla Bruni, accompagnata dal ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e dal segretario di Stato ai diritti umani Rama Yade. Il meeting è previsto per l'inaugurazione di un tempio buddista a Roqueredonde, nel dipartimento dell'Herault.

Fonti