Imi-Sir: Cassazione, 6 anni a Previti

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4 maggio 2006

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Dopo dieci anni giunge a compimento il processo Imi-Sir: la Corte di Cassazione ha giudicato Cesare Previti colpevole di corruzione, pur riducendo la pena dai sette anni che la Corte d'Appello aveva inflitto precedentemente, a sei anni. Sono state confermate le condanne per gli altri coimputati, l'ex magistrato Vittorio Metta - sei anni - e per gli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora che, grazie a sconti di pena, sconteranno rispettivamente 6 anni anziché 7, e 3 anni e 8 mesi anziché 5 anni e 4 mesi. Assolto invece il giudice Renato Squillante, che non è stato ritenuto coinvolto direttamente nella faccenda ed è stato giudicato come semplice intermediario tra privati. Sono stati assolti anche gli eredi Rovelli, che erano accusati di aver pagato Previti e altri due avvocati per "aggiustare" la sentenza Imi-Sir.

La condanna definitiva comporta che gli imputati principali (Cesare Previti e Attilio Pacifico) rischiano seriamente di finire in carcere. Secondo alcuni giuristi, Previti potrebbe effettivamente essere tradotto in carcere per molti mesi, ma appare più probabile che l'ex-ministro della Difesa si avvalga della legge ex-Cirielli, che permette agli over-70 (e Previti ha 71 anni) di scontare la pena agli arresti domiciliari. Tuttavia, Previti finirà comunque in carcere, anche se per pochi giorni, in attesa che il giudice valuti la possibilità di pene detentive alternative.

Pur essendo un parlamentare (Previti è stato proclamato eletto il 21 aprile scorso), il deputato di Forza Italia non beneficierà delle garanzie costituzionali: l'articolo 68 della Costituzione, che impedisce l'arresto di un parlamentare senza autorizzazione della Camera a cui appartiene, non salverà Previti dal carcere, poiché tale norma non si applica nel caso in cui la condanna sia definitiva. E questo è il caso della sentenza della Cassazione. Stessa sorte (ovvero pena detentiva) scatterà anche per Attilio Pacifico. La Corte di Cassazione, inoltre, ha accolto i ricorsi della Procura di Milano contro le assoluzioni relative al processo Lodo Mondadori; pertanto tale processo dovrà essere ripetuto a partire dall'appello.

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