Italia, Finanziaria 2008: frizioni nel Governo, dipietristi e diniani disertano la riunione di maggioranza

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lunedì 29 ottobre 2007

Prosegue tra le frizioni l'iter di approvazione della Finanziaria 2008 al Senato: come già avvenuto ieri, anche oggi i senatori dell'Italia dei Valori, dell'Unione democratica ed i Liberaldemocratici hanno disertato la riunione di maggioranza.

Deciso a gettare acqua sul fuoco, il relatore Giovanni Legnini (L'Ulivo) ha dichiarato che «tutte le componenti della maggioranza sono sempre state invitate, anche se non hanno rappresentanti in Commissione bilancio. Il Governo ed io, in qualità di relatore, abbiamo un colloquio costante con loro» e il capogruppo dell'Idv in Senato, Nello Formisano, ha precisato che «anche questa volta è stato un disguido nella comunicazione a determinare la nostra assenza alla riunione convocata al Senato. Ribadiamo l'appoggio totale all'azione di Governo per la Finanziaria».

Soddisfazione, intanto, è stata espressa dal senatore Legnini a seguito del disco verde ottenuto in commissione dalla riforma della tassazione societaria: «Questa riforma dell'Ires - ha dichiarato - è ottima. Ci allinea con l'Europa e rappresenta un passo avanti verso la sempificazione e la riduzione della pressione fiscale». Altra novità è poi costituita dallo sconto fiscale previsto per le imprese creditrici della Pubblica amministrazione, che potranno dedurre gli "interessi passivi virtuali" derivanti dall'indebitamento cui dovessero ricorrere per far fronte ai ritardi nei pagamenti da parte di soggetti pubblici. Accantonati, tuttavia, gli emendamenti sull'Ici, per consentire di inviduare la prescritta copertura finanziaria.

Il costo del decreto legge collegato alla Finanziaria è salito di quasi 2 miliardi, anche a motivo del raddoppio dell'assegno degli incapienti da 150 a 300 euro, proposto da un emendamento del senatore Fernando Rossi (ex Pdci, ora iscritto al Gruppo misto). La copertura richiesta è dunque salita a 9,5 miliardi, anche se il provvedimento sarà comunque stralciato alla Camera per mancanza di copertura: il senatore Rossi, infatti, aveva proposto di finanziare l'iniziativa ricorrendo al 30% dei fondi dei cosiddetti "depositi dormienti", ma tali fondi assai difficilmente potranno essere disponibili entro il 2007: «Alla Camera - assicura il sottosegretario all'Economia, Mario Lettieri - saranno apportate le dovute correzioni ad emendamenti come quello singolare del senatore Rossi approvato con i voti della destra».

Fonti