L'assassino di Bogogno catturato vivo dai GIS

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28 giugno 2005

A Bogogno, un paesino a circa 30 km da Novara, nel primo pomeriggio di ieri, il geometra Claudio Morsuillo, che aveva preventivamente avvertito con una lettera del suo arrivo Angelo Sacco, (il proprietario dell'immobile di cui era stato incaricato di fare una perizia) suona alla porta dello stabile. Sacco, un 54enne perito informatico, fredda il geometra e continua sparando verso la strada uccidendo altre due persone e ferendone almeno nove, prima di ritornare a casa.

Le altre vittime si Sacco sono un giovane appuntato dei carabinieri, che lascia la moglie e una bimba di 4 anni, e un motociclista di passaggio. All'arrivo delle forze dell'ordine, queste, in modo coordinato, isolano subito la zona per evitare altre vittime e chiedono l'intervento delle forze speciali.

Dopo un incubo durato oltre nove ore e senza spirito di vendetta, subito dopo la mezzanotte, i carabinieri del GIS, che avevano l'ordine di prenderlo vivo, in solo 7 secondi, dopo aver lanciato un gas irritante, riescono a immobilizzare l'uomo, trovato disarmato e in mutande. «Mi volevano portare via la casa», questa la spiegazione delle uccisioni da parte di Sacco.

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