La protesta contro il CPE blocca la Francia

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28 marzo 2006

Foto della protesta a Saint-Brieuc
Un'altra immagine della manifestazione

Sono tre milioni le persone scese in piazza in tutta la Francia, poco meno di un milione secondo il Ministero dell'Interno, per la grande manifestazione contro il CPE, la legge sul contratto di primo impiego che, a detta dei sindacati e delle stesse associazioni giovanili, penalizza fortemente il primo lavoro e aumenta il precariato dei giovani.

Lo sciopero, esteso a tutta la Francia, ha creato grandi disagi in molti settori della vita quotidiana dei transalpini, paralizzando i trasporti e le scuole. A Parigi, dove si è svolta la manifestazione più imponente, si sono registrati degli scontri, con cariche della polizia e diversi arresti. Tuttavia la protesta non ha accennato a diminuire e anzi si è fatto più forte il grido dei giovani contro quella legge che, a loro detta, distrugge le speranze per il loro futuro. La contestazione, secondo i leader dei sindacati, è stata fra le più imponenti della storia di Francia: l'adesione allo sciopero è stata altissima, sia nel settore dei trasporti che nella scuola, dove la metà degli insegnanti si è astenuta dal lavoro, così come fra i dipendenti pubblici. Addirittura i giornali non sono arrivati in edicola per il blocco della distribuzione.

Il primo ministro Domenique de Villepin annuncia di essere disposto a fare modifiche, ma non a ritirare il provvedimento. Tuttavia il premier deve fare i conti con i suoi stessi compagni di partito, preoccupati per la piega che si sta avendo nelle rimostranze e si pensa ad una sospensione della legge in attesa di un compromesso.

Il Contrat première embauche è un contratto che permette al datore di lavoro di licenziare senza una valida motivazione i lavoratori con meno di 26 anni nei primi due anni di impiego. Nel primo mese di lavoro non è necessario fornire nessun preavviso in caso di licenziamento, mentre sono cinque i giorni di preavviso nei primi sei mesi e un mese di preavviso oltre i sei mesi.

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Fonti