Patto segreto anti Protocollo di Kyoto

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29 luglio 2005

Durante la Conferenza sulla sicurezza asiatica in svolgimento a Vientiane (Laos), è stato annunciata la creazione della "Nuova partnership dell'Asia e del Pacifico per lo sviluppo pulito e per il clima".
Il patto, tenuto segreto fino ad ora e preannunciato dal quotidiano Australian, vede come partecipanti gli Stati Uniti d'America, la Cina, l'India, l'Australia e la Corea del Sud. A questi stati, si è aggiunto anche il Giappone, che vi ha aderito formalmente solo ieri.

Diversamente dal Protocollo di Kyoto, l'accordo non è vincolante e non fissa parametri che portino all'abbassamento dell'emissione di gas ad effetto serra.
Il tutto si basa sull'indicazione di nuove tecnologie su cui puntare, per poter comunque continuare il rafforzamento dell'economia. Tra queste innovazioni, il "carbone pulito", le energie derivanti dal nucleare, dal sole e dai venti, lo sviluppo dei motori ad idrogeno, ecc. Gli USA si sono impegnati per rendere disponibili a tutti queste nuove tecnologie, ovviamente a pagamento.
Robert Zoellick (sottosegretario esteri USA) e Alex Downer (ministro esteri Australia) hanno definito questo patto complementare a Kyoto, sforzandosi di non farlo sembrare antagonista a questo.

Le assicurazioni di USA e Australia, non hanno certamente convinto l'Unione Europea e i movimenti ambientalisti.
Il portavoce del Commissario dell'Ecologia UE Stavros Dimas ha così commentato «la partnership non può rappresentare un'alternativa», riferendosi al Protocollo di Kyoto, e ha posto seri dubbi che possa avere «un impatto significativo sull'effetto serra».
Greepeace ha definito il patto un tentativo per far deragliare il Protocollo di Kyoto.

Il nuovo patto non convince nemmeno i paesi asiatici, in testa a tutti l'Indonesia. Anche in Australia la notizia non è vista di buon grado dai media, dove il premier John Howard e il presidente Bush sono stati criticati come "grandi inquinatori".

I sottoscrittori del patto rappresentano il 48% dell'emissione mondiale di gas ad effetto serra e dei consumatori di energia mondiale oltre al 45% della popolazione della terra. Il primo incontro tra i sei paesi firmatari avverrà ad Adelaide nel mese di ottobre.

Fonti[modifica]

  • Corriere della Sera
  • ANSA