Scene da grande depressione in Gran Bretagna: corsa al ritiro dei risparmi

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sabato 15 settembre 2007

Fila di risparmiatori davanti a una filiale della Northern Rock

La scena sembra essere uscita da un film o da un documentario sulla grande depressione che colpì gli Stati Uniti d'America nel 1929: file di risparmiatori in coda presso le filiali della quinta banca della Gran Bretagna, la Northern Rock. La notizia della concessione di un sussidio da parte della Banca d'Inghilterra ha scatenato infatti una corsa al ritiro dei risparmi da parte dei clienti della banca, che temono di perdere i propri soldi a causa di un fallimento della stessa banca, coinvolta nella crisi dei mutui subprime, che negli ultimi mesi, dagli USA, sta propagando gli effetti in tutto il mondo.

Secondo il Financial Times, infatti, i correntisti, presi dal panico, hanno già ritirato un miliardo di sterline, circa il 4% dei depositi totali. Il Governo inglese si è affrettato a rassicurare i risparmiatori: la Banca d'Inghilterra, infatti, con l'autorizzazione del governo di Gordon Brown, ministro delle finanze prima di diventare primo ministro, ha già erogato un prestito alla banca in difficoltà per arginare la crisi. Secondo il tabloid The Sun, tuttavia, la colpa del rischio fallimento non è da scaricarsi completamente sulla crisi dei mutui, ma anche sulle politiche temerarie della banca: secondo il tabloid, infatti, la banca avrebbe continuato ad erogare prestiti a rischio (fino al 125% del valore della casa e fino a cinque volte il valore del salario).

Secondo l'autorità per il controllo del sistema bancario, tuttavia, la banca rimane solvente e non è a rischio fallimento.

La banca aveva presentato una prima previsione sui conti del 2007 che prevedevano un crollo degli utili: dai 588-647 milioni di sterline previsti dagli analisti si è passato a circa 500-540 milioni, sulla scia della crisi statunitense. Tuttavia, dopo la richiesta di finanziamento, il titolo aveva perso in borsa il 32%, mentre dall'inizio dell'anno il titolo ha bruciato il 60% del proprio valore. Nei giorni scorsi un trader aveva dichiarato al Wall Street Journal che nell'ambiente tutti si chiedevano quale sarebbe stato il primo istituto a crollare.

Durante la Grande depressione del 1929 vi fu un'ondata di ritiri dei risparmi da parte dei correntisti a seguito delle scoppio della bolla speculativa azionaria, che negli anni precedenti aveva attirato molte persone grazie alla possibilità di guadagnare soldi facili speculando sulle azioni. Il ritiro dei risparmi dalle banche portò ad una crisi di liquidità: le banche che non fallirono a seguito della crisi non furono più in grado di erogare prestiti e questo congelò gli investimenti, e fu necessario un grande investimento pubblico (il New Deal) per far ripartire il treno americano e uscire dalla grande depressione. Secondo Hamish McRae, del The Independent, file come quelle delle filiali della Northern Rock non si erano viste nemmeno durante la Depressione del '29, e giudica la notizia come una catastrofe per la banca e la fine del sogno dei soldi facili per tutti.

Per gli esperti del settore la notizia non è una sorpresa: gli analisti erano già a conoscenza dei problemi della Northern Rock, e questo non ha influito sull'andamento del listino londinese, che ha chiuso la settimana in ribasso, ma non ha subito un crollo.

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