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Cambio di guardia in ministero dopo la gaffe alla maturità

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20 giugno 2008 Dopo la gaffe sulla poesia di Eugenio Montale, fra gli ispettori ministeriali dei quiz dei maturandi cadono le prime teste. La prima a saltare è quella di Caterina Petruzzi, presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato da 15 anni, la quale si dichiara ironicamente «ghigliottinata ma non risentita».

È sua la responsabilità dei fatti imbarazzanti avvenuti per la maturità 2008. Il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, ha nominato oggi la nuova commissione. La presiederà il professor Luciano Favini, nel ruolo di dirigente tecnico del ministero, al quale saranno affiancati alcuni tecnici per «garantire e assicurare la necessaria collegialità e efficienza».

Le novità

Oltre ai nuovi nomi, la Gelmini conferma anche mutamenti nella preparazione dei quiz. Le tracce saranno più brevi, per evitare «anacronistiche prolissità». Inoltre, per quanto riguarda la commissione per la preparazione degli esami, si abbandona la responsabilizzazione eccessiva di un'unica figura centrale all'interno del ministero.

Si riteneva infatti necessario ridurre al minimo gli esperti interni al ministero, per garantire la riservatezza delle tracce: ma il metodo scelto ha rivelato che "è sempre possibile un margine d'errore", e questo può essere risolto solo aumentando il numero degli ispettori. Più personale e minori responsabilità: questa la dinamica scelta del ministro.

La validità del test

Il ministro Gelmini ha specificato da subito che il caso Montale non inficia la validità dell'esame di maturità. Ha dichiarato che il testo in se permetteva un'interpretazione coerente anche a partire dalla traccia data, indipendentemente dalla dedica dell'autore.

L'interpretazione del testo

Riguardo a quanto avvenuto, la Petruzzi dichiara di aver «preparato una nota per il ministro che è rimasta lettera morta», nella quale chiariva che «la lirica di Montale, originariamente, era ispirata al ballerino russo che aveva colpito il poeta per le sue movenze femminee», e che nell'ultima versione di Ossi di Seppia lo stesso montale aveva eliminato ogni riferimento al ballerino per esaltare invece «il ruolo salvifico dell'amore assoluto di cui è capace solo una donna. L'uomo non è il maschio, ma l'essere umano.»

La Petruzzi dichiara quindi che al massimo si è trattato di una «imprecisione», piuttosto che un errore, e riferisce infatti che al suo ufficio non è arrivata «nessuna segnalazione, nessun rilievo nei confronti della traccia» e che dopo tutto «c'erano tutti gli elementi della poetica di Montale con cui i ragazzi potevano costruire il tema, se non di più».

Il professor Luciano Favini, il successore della Petruzzi, ha aggiunto a queste parole, non senza una punta di ironia, che «In fondo la gaffe è servita a riflettere su una grande pecca della critica letteraria odierna. Le interpretazioni psicologizzanti, che tutto puntano sul momento della stesura e sulla mentalità dell'autore, rendono poca giustizia al testo. Quest'episodio può forse far riflettere l'intellettuale italiano e il critico letterario, e ricordargli una buona volta che il senso del testo affonda le sue radici prima di tutto nelle parole dell'opera, e nella cultura, nella rete di testi all'interno della quale un'opera si inserisce. Non sono le circostanze e il contesto quindi, ma la cultura e le parole di cui esso è composto che ne forniscono la base più solida per un'interpretazione appropriata.»

Niente da obiettare, ma l'inconsapevole (o meno) affondo della Petruzzi ai teorici dell'interpretazione non è stato comunque ritenuto appropriato ai canoni di correttezza del Ministero.

Le polemiche e le scuse del ministro

Naturalmente queste riflessioni non negano la gravità dell'accaduto, e nonostante le immediate contromisure della Gelmini affiorano le polemiche.

Il ministero dichiara che si sta muovendo e continuerà a muoversi per trovare i responsabili e per far sì che l'accaduto non si ripeta: «il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sta accertando le responsabilità dei dirigenti preposti all'elaborazione delle tracce d'esame al fine di adottare le opportune sanzioni».

Dal canto suo la Gelmini fa le sue scuse agli studenti "Mi dispiace davvero per ciò che è accaduto. Da ministro chiedo scusa agli studenti, anche se non ho una responsabilità diretta, come ha riconosciuto ieri il mio predecessore, l'ex ministro Giuseppe Fioroni, telefonandomi"

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Fonti