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Pakistan: Musharraf giura da presidente "civile"

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giovedì 29 novembre 2007

Immagine che mostra il cambiamento di Musharraf da generale a presidente "civile"

Pervez Musharraf ha giurato da presidente pakistano senza vestire la divisa militare: il capo di stato pakistano ha infatti rinunciato ieri all'incarico di capo delle forze armate, divenendo quindi, a otto anni dal golpe che lo ha portato al potere, leader civile del Paese.

Musharraf, vestendo un costume tradizionale, ha giurato nelle mani di Abdil Hameed Dogar, a capo della Corte Suprema del Pakistan da quando, a seguito della proclamazione dello stato di emergenza, aveva rimosso alcuni giudici dall'incarico, fra cui il precedente presidente della Corte, che si è invece messo a capo dell'opposizione.

Il giuramento avviene a due mesi dalla consultazione popolare e a un mese dall'elezione parlamentare, un mese che il Pakistan ha vissuto con difficoltà: a seguito dell'elezione, Musharraf era stato infatti contestato dalla Corte Suprema, che si era proposta di decidere sulla costituzionalità relativa all'accumulo di cariche in mano a Musharraf, che è stato, fino a ieri, presidente del Pakistan e capo delle forze armate. Musharraf, tuttavia, aveva deciso di proclamare lo stato di emergenza, ufficialmente per motivi di sicurezza dovuti agli attentati terroristici che avevano colpito il Paese, ed aveva quindi fermato i lavori della Corte Suprema, rimuovendone alcuni giudici, fra cui il presidente, facendo mancare quindi il giudizio di costituzionalità che avrebbe potuto bloccare la sua nomina.

Dall'opposizione giungono critiche riguardo il giuramento: secondo l'ex premier Nawaz Sharif, infatti «il giuramento non è legittimato e non ha basi legali» ed ha chiesto il ritiro delle misure di emergenza, oltre che il reintegro dei giudici allontanati. Sharif era stato cacciato proprio a seguito del colpo di stato che portò al potere Musharraf.

Intanto il prossimo 8 gennaio cadranno le elezioni politiche, e i due esponenti principali dell'opposizione, ovvero lo stesso Sharif insieme a Benazir Bhutto, un altro ex primo ministro, potrebbero decidere di boicottare le consultazioni a causa della mancanza di garanzie sulla trasparenza.

Fonti