Provenzano arrestato dalla Polizia

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11 aprile 2006


Una foto giovanile di Provenzano

Il superlatitante Bernardo Provenzano, capo della mafia siciliana, è stato arrestato oggi dalla Polizia di Stato nel Corleonese, dopo oltre 40 anni di latitanza. Pur in assenza di dettagli sull'operazione che ha portato alla cattura del boss, il Procuratore aggiunto palermitano Giuseppe Pignatone ed i Pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia Prestipino e Sabella hanno confermato la notizia.

Provenzano, detto Binnu u tratturi (Bernardo il trattore), era ricercato dal 9 maggio 1963 per la strage in cui morirono Francesco Streva, Biagio Pomilla e Antonino Piraino. Dagli anni '80 insieme a Totò Riina è ai vertici di Cosa Nostra, di cui ne è diventato il capo nel 1995, dopo l'arresto di Leoluca Bagarella. Su di lui pendono già le condanne in contumacia a tre ergastoli, grazie ai maxiprocessi del pool antimafia di Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Al momento dell'arresto Provenzano si trovava a Montagna dei cavalli, a pochi chilometri da Corleone, in un casolare in mezzo ai campi, indossava maglione, jeans e scarponcini.

Le reazioni

Il Presidente Ciampi ha contattato telefonicamente il Ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Il Capo dello Stato ha voluto esprimere al responsabile del Viminale il proprio compiacimento per l'operazione compiuta, esteso anche al Capo della Polizia di Stato, il Dirigente generale Gianni De Gennaro.

Con l'arresto di Bernardo Provenzano "Cosa Nostra perde il suo capo indiscusso e lo Stato ottiene una vittoria di decisiva importanza". È quanto ha detto il Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu.

L'ex magistrato Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ha affermato che "il merito indiscusso dell'operazione che ha portato all'arresto di Provenzano va iscritto all'ottimo lavoro delle Forze dell'ordine", cui vanno "le nostre più vive congratulazioni per aver contribuito con una straordinaria operazione e prova di forza e capacità a scrivere questa giornata storica nella lotta alla Mafia".

Parlando ai microfoni del Tg3, il Ministro degli Affari Regionali Enrico La Loggia ha detto: "Non posso che esprimere la mia soddisfazione per l'arresto di Provenzano: questo è un altro successo del Governo Berlusconi e del Ministro Pisanu".

Anche il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha voluto congratularsi con Pisanu. Nel corso di una telefonata, ha lodato "l'opera ed il lavoro della Polizia di Stato che ha portato alla cattura di Bernardo Provenzano".

"Un giorno storico nella lotta contro la mafia, una vittoria delle istituzioni democratiche contro Cosa nostra che premia la tenacia di tanti investigatori e magistrati che hanno lavorato per anni a questo importante traguardo, mettendo a rischio la loro stessa vita": questa la dichiarazione del Presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto.

In serata tradotto fuori Palermo

Bernardo Provenzano, arrestato stamattina dopo quaranta anni di latitanza, è stato tradotto dagli uffici della Squadra Mobile di Palermo all'aeroporto di Boccadifalco. Da lì, il boss è stato trasferito ad un luogo segreto. Secondo le consuete indiscrezioni, l'elicottero era diretto ad un carcere di massima sicurezza del Centro Italia.

La prima notizia sull'ANSA

L'arresto di Bernardo Provenzano è stato reso noto per primi al mondo dall'ANSA che alle 11:26 dell'11 aprile ha battuto la notizia, quasi in contemporanea al blitz che ha portato alla cattura del capomafia. Il giornalista Lirio Abbate era presente sul luogo in cui è avvenuta la cattura ed ha così descritto in diretta le fasi dell'arresto.

Fonti