Razzi contro Haifa: nove morti

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16 luglio 2006

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Una veduta di Haifa

Secondo fonti della Stella di Davide, sono almeno nove gli israeliani morti nel borbadamento della città di Haifa, nel nord di Israele, condotto oggi dagli hezbollah. Decine i feriti. Per ragioni di sicurezza, il traffico ferroviario su Haifa è stato sospeso.

In un comunicato stampa diffuso dall'emittente Al-Manar, gli hezbollah hanno dichiarato che, nei prossimi attacchi contro Haifa, non risparmieranno alcun obiettivo, precisando che volontariamente oggi hanno risparmiato le installazione petrolchimiche. Già nei giorni scorsi, comunque, i serbatoi delle raffinerie della zona erano stati svuotati, a scopo precauzionale.

Intanto, la marina israeliana ha di nuovo ripreso il bombardamento contro la periferia sud di Beirut, colpendo ancora il quartiere di Haret Hreik, roccaforte degli hezbollah. Nella notte Beirut era stata oggetto anche di bombardamenti aerei.

Alcuni missili hanno anche colpito i quartieri di Al-Uzai, Sultan Ibrahim, Al-Geyeh (sede di una stazione elettrica), i dintorni dell'ospedale Al-Rasul al-Aazam e il viadotto che conduce all'aeroporto.

Ancora, è stata danneggiata la strada che collega la valle orientale della Bekaa (a est di Beirut) con la regione del Monte Libano.

Fonti giornalistiche, inoltre, danno notizia della completa distruzione - ad opera di raid aerei israeliani - della palazzina che ospitava la catena televisiva del partito sciita hezbollah.


Da Tel Aviv fino al confine nord di Israele è stato proclamato uno stato di vigilanza.

Il comandante militare dell'area, Yitzah Gershon, ha disposto la massima tempestività di reazione alle truppe presenti sul posto, che entro un minuto dall'utilizzo delle sirene di allarme dovranno raggiungere una zona protetta.

Le reazioni

Il premier Ehud Olmert, aprendo la seduta del governo a Gerusalemme, ha detto: «È una mattinata molto dura. Gli attacchi omicidi contro Haifa si aggiungono ad una serie di attacchi in altre zone di Israele. Hezbollah conduce una guerra criminale contro il nostro popolo. Lo stato di Israele non puo' e non intende rassegnarsi a questo stato di cose». «Non ci lasceremo intimidire dalle loro minacce. Si tratta di una guerra quotidiana - ha detto ancora - e dobbiamo dar prova di freddezza e di determinazione».

Il portavoce della diplomazia iraniana, Hamid Reza Assefi, ha proclamato la vicinanza al popolo siriano, precisando che se la Siria sarà attaccata, Israele «subirà perdite inimmaginabili».

In un incontro con Tony Blair a margine del G8 di San Pietroburgo, il Presidente americano, George W. Bush, ha ripetuto che «Israele ha diritto a difendersi», essendo «cosciente delle conseguenze» derivanti dall'esercizio di questo diritto.

Il Presidente francese, Jacques Chirac, ha lanciato - sempre da San Pietroburgo - un appello affinché Libano ed Israele facciano «mostra di moderazione».

Rientrano i primi italiani

Alle 5 e alle 8 di oggi sono atterrati all'aeroporto di Fiumicino due voli (uno dell'Alitalia e uno della AirOne), partiti da Larnaca (Cipro) con a bordo circa 250 europei, per lo più italiani, evacuati ieri dal Libano. I passeggeri sono stati rifocillati in aeroporto dagli uomini della Protezione civile e dal personale di Aeroporti di Roma e sono stati successivamente accompagnati in alcuni alberghi della capitale per riposarsi. Oggi faranno ritorno a casa.

Fonti