Ucraina, filorussi occupano due aeroporti e invadono la Crimea

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sabato 1 marzo 2014

Janukovyč (a sinistra) e Putin (a destra) nel 2006.

Ieri i militari russi hanno preso il controllo dell'aeroporto di Simferopoli, capoluogo della Crimea, e di quello militare di Belbek, presso Sebastopoli, sede della base militare russa sul Mar Nero. Arsen Avakov, ministro dell'Interno dell'Ucraina, ha accusato il governo russo di aver invaso e occupato la Repubblica autonoma. Nella serata di ieri, l'Ucraina ha ufficialmente chiesto alla Russia l'estradizione di Viktor Janukovyč, ormai ex presidente ucraino fuggito a Rostov al quale le banche svizzere hanno bloccato i conti, che invece si ritiene ancora presidente legittimo. Janukovyċ, inoltre, condanna l'attacco alla Crimea da parte degli estremisti e bolla i manifestanti ucraini che l'hanno spodestato come "neofascisti". Secondo gli USA invece, fuggendo dall'Ucraina è divenuto illegittimo.

Nonostante ciò, il governo russo ha negato ogni responsabilità almeno sull'attacco allo scalo di Belbek, inoltre un uomo che ha aiutato gli estremisti nella conquista dell'aeroporto di Simferepoli ha affermato come gli estremisti siano «milizia popolare della Crimea». Ma l'Ucraina crede poco a questa tesi: Avakov infatti afferma che l'aeroporto del capoluogo della Crimea è occupato dagli estremisti filo-russi e che all'interno ci sono militari e guardie di frontiera ucraini. Per il momento non sono iniziati conflitti a fuoco ma lo scalo, ovviamente, è bloccato. Il governo ucraino ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per esaminare la situazione in Crimea, nonostante tra i membri dell'ONU ci sia anche la Russia.

In serata 2000 soldati russi hanno compiuto un'invasione armata in Crimea. Oleksander Turčinov, presidente ucraino ad interim, ha accusato il governo di Vladimir Putin dell'attacco, ma quest'ultimo ha rigettato le accuse. Secondo Turčinov infatti, il governo russo starebbe cercando di provocare l'Ucraina per far sì che attacchi, permettendo ai russi di aver un valido pretesto per riannettere la Crimea (nel 1954 Nikita Chruščёv la assegnò alla Repubblica Socialista Sovietica dell'Ucraina).

L'attacco è condannato da Barack Obama e dall'ONU, dal quale però l'Ucraina non vuole aiuti militari. Secondo un rappresentante di Turčinov in Crimea, Serhij Kunicyn, i russi sarebbero arrivati su tredici velivoli con a bordo 150 soldati ognuno.

Il ministero degli esteri della Gran Bretagna, intanto, consiglia alla popolazione britannica di evitare viaggi in Ucraina e a chi vi trovasse di lasciare il paese.

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Fonti[modifica]