Striscia di Gaza: Israele dichiara tregua unilaterale. Hamas: «Per noi non conta»

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sabato 17 gennaio 2009


In serata il gabinetto di sicurezza dello stato di Israele ha annunciato un "cessate il fuoco" unilaterale nella Striscia di Gaza, precisando di aver realizzato e superato gli obiettivi prefissati dell'operazione Piombo fuso.

Cesseranno dunque i bombardamenti, i colpi di artiglieria e le incursioni, ma l'esercito non abbandonerà l'area finché verranno lanciati ordigni.

Il premier Ehud Olmert, «addolorato» per le vittime civili, ha precisato che «Hamas è ora in una situazione difficile, molti dei suoi leader sono morti, le sue infrastrutture distrutte». «Noi avevamo lasciato la Striscia di Gaza nel 2005, e non intendevamo tornare. Ma ci siamo trovati sotto i bombardamenti di Hamas». Al popolo di Gaza: «Israele non è il vostro nemico, Hamas lo è, così come gli altri terroristi. Noi non abbiamo mai voluto attaccare i civili, e ci dispiace che ci siano state così tante morti di civili, nonostante i nostri sforzi per evitarle». «Hamas ci ha costretto all’uso della violenza e siamo addolorati per ogni bambino rimasto vittima e per il dolore che abbiamo causato».

Hamas non riconoscerà questa tregua in quanto nessuna delle sue proposte (tregua di un anno, con possibilità di rinnovamento, qualora Israele abbandonasse la striscia entro 5-7 giorni e ponesse fine al blocco dell'area) è stata presa in considerazione.

Dopo ventidue giorni il bilancio complessivo del ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas ha annunciato che le vittime sono 1 203 di cui 410 bambini, i feriti invece 5 300. Da parte israeliana si calcolano invece 13 vittime di cui tre civili e quasi 200 i feriti.

Fonti[modifica]

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