Striscia di Gaza: terzo giorno di offensiva terrestre israeliana. Razzi a 40 km da Tel Aviv

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mercoledì 6 gennaio 2009


Prosegue per il terzo giorno, il decimo dall'inizio dell'operazione piombo fuso, l'offensiva terrestre dell'esercito israeliano all'interno della Striscia di Gaza. Attualmente l'esercito israeliano tiene sotto assedio Khan Younis a sud, Deir el-Balah, Bureij e Gaza.

Il bilancio attuale parla di cinque militari israeliani morti, di cui 3 colpiti ieri sera da fuoco amico. Sul lato palestinese, fonti locali parlano di 575 uccisi (di cui 130 miliziani, secondo l'IDF) e più di 2.000 feriti.

Stamane una ottantina di camion carichi di aiuti umanitari è stata fatta transitare dal valico di Kerem Shalom, area al di fuori dei combattimenti. Malgrado ciò, l'esercito ha vietato alla stampa di entrare nell'area di guerra, benché la Corte Suprema abbia dato il permesso ad almeno otto rappresentanti della stampa internazionale di entrare nella Striscia per non doversi affidare ai soli reporter palestinesi.

Il presidente israeliano Shimon Peres ha affermato: «L'Europa deve aprire gli occhi sugli scontri a Gaza. Nessuno dei Paesi europei sopporterebbe il lancio di razzi contro i propri cittadini e deve capire che Hamas è un'organizzazione terroristica della peggiore specie, che usa donne e bambini come scudi umani».

Osama Hamdan di Hamas ha fatto sapere di aver abbattuto un drone israeliano e che «L'incontro tra la nostra delegazione e il capo dei servizi segreti egiziani, Omar Suleyman, su Gaza avverrà questa sera al Cairo».

Un comandante delle brigate dei martiri di Al Aqsa ha parlato di «un tentativo di sbarco dal mare sulla spiaggia di Beir al Tarh, respinto dai nostri combattenti dopo avere pagato con due nostri martiri» e che «non è riuscito ad avanzare di un solo palmo di terreno verso i centri abitati nel nord della Striscia, come a Gaza city». Ha inoltre sostenuto che la «seconda fase della resistenza è entrata in azione» nella quale «migliaia di ordigni e di combattenti [sono] pronti al martirio» nei centri abitati.

Su Israele continua invece il lancio di razzi, che oggi – oltre ad Ashdod, Yavne e Beer Sheva – sono caduti nei pressi di Ghedera, 45 km a Nord-Est della Striscia e 40 km da Tel Aviv.

Il parlamento afgano ha inoltre annunciato che un contingente di 2.000 persone è pronto ad andare a Gaza per combattere con i palestinesi contro Israele in nome di «una rivolta mondiale musulmana contro gli infedeli».

Una dichiarazione dei parlamentari di Kabul: «Se l'invasione dei territori palestinesi continuerà la difesa delle terre musulmane si espanderà in una rivolta mondiale dei musulmani contro gli infedeli».

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Fonti[modifica]

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