Striscia di Gaza: tregua umanitaria di tre ore. Olmert blocca la «terza fase»

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giovedì 8 gennaio 2009


Dodicesima giornata dell'Operazione piombo fuso dell'esercito israeliano all'interno della Striscia di gaza, volta a stroncare Hamas.

Ad oggi le fonti mediche palestinesi parlano di 689 morti, di cui un terzo bambini e adolescenti sotto i 16 anni di età.

Ieri colpi israeliani avevano deliberatamente colpito delle scuole dell'Onu, dalle quali si sosteneva partissero tiri di mortaio. L'azione ha provocato la morte di almeno 42 persone. Secondo un portavoce dell'UNRWA: «A seguito di una prima inchiesta, siamo sicuri al 99,9% che ci non fossero militanti o attività militanti nella scuola e nella zona della scuola. Chiediamo un'inchiesta indipendente per stabilire la verità e se le regole di guerra sono state violate, i colpevoli saranno assicurati alla giustizia».

Una nota della presidenza dell'Unione Europea: «Siamo profondamente disturbati dalla perdita di vite umane nella scuola in Jabaliya durante un'azione militare di Israele. Noi continuiamo a chiedere alle due parti di applicare immediatamente un totale cessate il fuoco per alleggerire le sofferenze dei civili sia di Gaza che di Israele».

A partire da oggi pomeriggio Israele sospenderà per tre ore al giorno i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Abital Liebovich, portavoce dell'esercito: «È stato deciso di sospendere i bombardamenti tra le 13 e le 16 (le 12 e le 15 italiane – ndr) ogni giorno a partire da oggi».

Sempre oggi pomeriggio, il gabinetto di sicurezza israeliano ha posticipato la "terza fase" dell'operazione che vedrebbe l'ingresso delle forze armate nella Striscia. Contemporaneamente prosegue il lancio di razzi sulle città israeliane di Beersheva, Netivot, Ashdod, Ashkelon e Sderot.

Sul fronte della diplomazia si muove una proposta franco-egiziana fortemente supportata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, da giorni nel vicino oriente. Il piano è stato valutato positivamente da Israele e Autorità Nazionale Palestinese, ma l'organizzazione Hamas non ha ancora espresso la sua opinione.

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Fonti[modifica]

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