L'Iran testa missile nucleare a lunga gittata; condanna degli USA

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mercoledì 9 luglio 2008


La televisione iraniana Al-Alam ha mandato in onda delle immagini che mostrano i Guardiani della rivoluzione, l'esercito dello stato islamico, intento a lanciare diversi missili, tra i quali lo «Shahab 3». Questo tipo di missile, con una gittata di oltre 2.000 chilometri, che pesa una tonnellata e può trasportare una testata nucleare, potrebbe essere l'arma di punta nell'attacco ad Israele.

Insieme allo Shahab, sono stati testati altri due missili: lo Zelzal, con una gittata di 400 chilometri e Fateh, la cui gittata è di "appena" 170 chilometri.

Hossein Salami, comandante dell'esercito, ha annunciato: «Lo scopo di queste esercitazioni è di mostrare che siamo pronti a difendere l'integrità della nazione iraniana». «I nostri missili sono pronti a colpire ovunque e in qualunque momento. Che il nemico non ripeta gli errori del passato: lo abbiamo sotto tiro».

Le esercitazioni militari iraniane sono state condannate sia dagli Stati Uniti d'America che dall'Italia; il portavoce della Casa Bianca, Gordon Johndroe, ha detto: «La produzione di missili balistici da parte dell’Iran costituisce una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu ed è completamente in contrasto con gli obblighi dell’Iran».

Per l'Italia, parla il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, in visita proprio in Israele, che dichiara: «La comunità internazionale ha interesse a bloccare questa escalation in modo definitivo». Il test missilistico, inoltre, «chiarisce, ancora una volta, di cosa stiamo parlando».

«Sono missili di gittata medio-lunga e sono molto pericolosi», ha aggiunto il titolare della Farnesina, il quale, informato dalle autorità israeliane, ha riferito come queste siano preoccupate dalle manovre degli iraniani. Per Frattini, infine, queste sono preoccupazioni «serie e fondate».

Fonti[modifica]