Pronto il piano Fenice per salvare Alitalia

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lunedì 25 agosto 2008

Crisi dell'Alitalia


Era tra le promesse fatte dal Cavaliere in campagna elettorale. «Ora sono sceso in campo io e questa cosa si fa» dichiarò l'allora candidato premier, oggi Presidente del Consiglio.

Tra conferme e smentite, sembra che il salvataggio di Alitalia e la famosa cordata italiana siano ad un passo dall'attuazione.

Nessuno dei protagonisti della vicenda ha rilasciato dichiarazioni, e sul piano di Banca Intesa vige ancora il più stretto riserbo, ma le indiscrezioni e le analisi sembrano aver delineato un quadro sufficientemente chiaro e verosimile del futuro della compagnia di bandiera, il cui nome in codice è Piano Fenice.

Già venerdì prossimo il CdA di Alitalia potrebbe chiedere il commissariamento.

A seguire sarà fondata la società Nuova Alitalia che rileverà in tempi brevi gli assetti operativi della compagnia di bandiera e si fonderà con Air One.

Per ridurre ulteriormente i tempi del trasferimento e rendere così immediatamente operativo il nuovo vettore italiano serviranno modifiche ad hoc alla legge Marzano, nata per gestire il salvataggio di grandi aziende in crisi. Modifiche che potrebbero vedere la luce già nel prossimo CdM.

Alla fine della fusione, la Nuova Alitalia potrà essere operativa nei cieli e iniziare la ricerca di un'alleanza internazionale di prestigio, mentre all'Alitalia commissariata resterà da gestire il problema degli esuberi e dei debiti.

Alla Cà de Sass, sede di Intesa Sanpaolo a Milano, oltre a Carlo Toto e Roberto Colaninno è stato visto anche l'AD di Autostrade per l'Italia nonché consigliere della famiglia Benetton, Giovanni Castellucci.

Tra gli altri partecipanti, quasi a smentire ogni smentita e ogni dubbio sul tema del vertice, Bruno Ermolli, l'uomo di fiducia di Berlusconi per il caso Alitalia.

Fonti[modifica]