Esplode un gasdotto in Russia

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22 gennaio 2006


Nella notte fra il 21 e il 22 gennaio 2006, alle ore 00:55 in Italia, le autorità russe hanno reso nota l'esplosione del gasdotto che rifornisce la Georgia e l'Armenia, prendendo nelle ore successive la decisione di chiudere il gasdotto per aiutare i tecnici intervenuti sul posto.

Sono ancora sconosciute le cause dell'esplosione: mentre dal Cremlino si suggerisce l'ipotesi di un atto terroristico, da ambienti georgiani si fa sapere che l'esplosione, avvenuta nella zona di Verkhnu Lars, nell'Ossezia del Nord a pochi chilometri dal confine, potrebbe essere stata provocata dalla Russia stessa: la Georgia, infatti, dipende interamente dalla Russia per il proprio fabbisogno energetico, e l'azione potrebbe essere interpretata alla luce del cambio della guardia avvenuta nel Paese, dove è al potere il presidente filo-occidentale Saakashvili.

Come l'Ucraina, anche la Georgia ha subito un aumento del prezzo del gas, passato a 110 dollari ogni 1000 metri cubi dall'inizio di gennaio 2006. In questo momento la Georgia sta subendo le conseguenze di una eccezionale ondata di gelo proveniente dalla Siberia, dunque la situazione è destinata ad aggravarsi.

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