Gazprom riprende l'esportazione di gas verso l'occidente 2006

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3 gennaio 2006


La Gazprom ha aumentato la pressione del gas nelle condutture verso l'Europa, compensando le "perdite" registrate in Ucraina. La fornitura di gas sta quindi tornando ai livelli precedenti ai contrasti economici tra Ucraina e Russia. Il problema delle forniture di gas non è comunque risolto, la Russia vuole portare il proprio vicino davanti ai tribunali internazionali. Gazprom manda chiari segnali all'Europa. Il contrasto esiste ancora e potrebbero essere possibili ulteriori riduzioni nell'erogazione del gas.

Il prodotto più ricercato a Kiev oggi sono le stufette elettriche, anche se potrebbero non servire, visto che il gas serve a produrre anche l'energia elettrica ucraina. Per le strade della città sono anche comparsi cartelli anti-russi che invitano a boicottare i prodotti russi.

La crisi potrà essere risolta solo da una trattativa, ma alcuni dei soggetti si sono ormai esposti troppo. Khristenko, ministro dell'energia russo, afferma che i furti di gas ammonterebbero a 222 milioni di metri cubi e che, la Gazprom, dovrebbe passare ad un prezzo di 249,5 dollari rispetto ai 230 richiesti da questa.

La Naftogaz ha ammesso di aver prelevato 90 milioni di metri cubi di gas, ma che sono i quantitativi acquistati dal Turkmenistan con un accordo concluso alcune settimane fa. Anche Mosca sostiene di aver firmato un accordo per l'acquisto di gas del Turkmenistan e che il gas che arriva in Russia da quel paese è il proprio e che non c'è spazio nei gasdotti per quello che dovrebbe arrivare all'Ucraina.

Fonti