Omicidio Sandri: atti vandalici nelle caserme di Roma e Milano

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domenica 11 novembre 2007


Dopo l'assassinio di Gabriele Sandri, il giovane dj di Roma rimasto ucciso dai colpi sparati da un poliziotto nella stazione di servizio di Badia al Pino, a poca distanza da Arezzo, molti tifosi di diverse squadre hanno iniziato a commettere atti vandalici presso le caserme della Polizia di Stato, come forma di protesta violenta contro ciò che era successo.

A Roma è stata attaccata la caserma di via Guido Reni, nota strada a poca distanza dal quartiere sportivo dello Stadio Olimpico e Flaminio: circa 200 tifosi, sia laziali che romanisti, hanno incendiato molte volanti della polizia e distrutto con spranghe e bastoni finestre e protezioni dell'edificio.

Lo stadio Olimpico di Roma, all'esterno del quale si sono accesi i primi tafferugli

Un altro corteo, nei pressi dello Stadio Olimpico, ha visto dei violenti scontri tra tifosi e polizia, con quest'ultima che, per disperdere la folla, ha dovuto lanciare lacrimogeni. Un primo bilancio, relativamente provvisorio, parla di 6 agenti feriti, fortunatamente in modo non grave.

Attaccata anche la sede del CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, sempre nei pressi dello stadio.

Di minore entità le contestazioni a Milano, che hanno visto tifosi laziali ed interisti (le tifoserie sono "gemellate") unirsi in un lungo corteo di protesta nel quale sono stati scanditi cori contro il Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, e contro la decisione di non sospendere tutte le partite, ricordando invece che tale misura era stata disposta dopo i gravi fatti che, nel febbraio di quest'anno, portarono alla morte dell'ispettore Filippo Raciti.

Fonti