Polemiche sul sisma in Abruzzo

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Speciale sul Sisma in Abruzzo

Speciale sul Sisma in Abruzzo

giovedì 9 aprile 2009

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi l'articolo Speciale Terremoto in Abruzzo.
Un test kit del radon.

Ben presto sono sorte le prime polemiche riguardo la possibile prevedibilità di questo terremoto.

Il caso Giuliani[modifica]

Secondo Repubblica, il 1 aprile sarebbe stato denunciato per procurato allarme Giampaolo Giuliani, un ricercatore del laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso che, seguendo i numerosi episodi che hanno composto lo sciame sismico nella zona dell'Aquila da ottobre in avanti, aveva ammonito circa la possibilità che potessero preludere ad un evento più serio. Da fonti governative, il portavoce della Protezione Civile, ribatte che non sarebbe possibile prevedere i terremoti. Analoga la posizione dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, secondo una nota ripresa da Repubblica intorno alle 11:30. L'interessato chiede invece pubbliche scuse per le offese ricevute spiegando che le sue osservazioni si basano sulla rilevazione scientifica degli incrementi dei livelli di radon rilasciati dal terreno.

Il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha aggiunto - riferisce l'ASCA - che "la previsione era stata fatta per Sulmona e immaginate se avessimo fatto spostare tutte le persone a L'Aquila"; il riferimento è ad una previsione di Giuliani, che aveva previsto un sisma a Sulmona per il 29 marzo, sisma che secondo il Corriere della Sera si è effettivamente verificato proprio alla data indicata, ma con una potenza del IV grado della scala Richter. Giuliani avrebbe poi previsto ed "anticipato" al sindaco della cittadina un sisma più potente, che però non vi è stato.

Le polemiche sullo stato dei fabbricati[modifica]

Boschi avrebbe inoltre affermato, riferisce Repubblica, che "non fa parte della nostra cultura costruire in maniera adeguata in una zona sismica, costruire cioè edifici che reggano e intervenire su quelli vecchi". Anche Giuseppe Zamberletti, già capo e ministro della protezione civile ed oggi presidente dell'Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile, attribuisce gravi responsabilità ai cittadini "fatalisti ed insensibili" in un'intervista rilasciata all'agenzia Ansa, stigmatizzando che "più che lo stato con le risorse e gli investimenti, sono i singoli cittadini che mostrano superficialità per la sicurezza delle proprie case".

La presidente della provincia Stefania Pezzopane, parla di tragedia annunciata e di "troppi allarmi non ascoltati". Lo scorso 31 marzo, il sindaco dell'Aquila aveva emesso un'ordinanza di chiusura delle scuole per le verifiche tecniche a seguito degli eventi sismici della settimana scorsa. Due scuole (la materna "Campanella" e la De Amicis) erano poi state effettivamente chiuse per riguadagnarne la conformità alle norme di sicurezza.

L'ospedale[modifica]

Cresce nel frattempo di temperatura la questione dell'inagibilità dell'Ospedale Nuovo San Salvatore, la cui costruzione iniziò nel 1972 in sostituzione di una precedente struttura cinquecentesca (poi demolita) e la cui attivazione si completò 10 anni fa, nell'agosto del 1999. Nella generale inservibilità delle principali strutture pubbliche, quella dell'ospedale, in un frangente così tragico, suscita commenti sempre più tesi. Nuovi particolari emergono di ora in ora circa la storia e le vicende del nosocomio mezzo crollato e mezzo inutilizzabile; si apprende, ad esempio, che nel giugno 2000 se ne occupò, includendolo fra le "opere incompiute", la Commissione d'inchiesta del Senato sul sistema sanitario. La relazione finale della commissione fu redatta dal vicepresidente Ferdinando di Orio, allora senatore dei DS ed oggi rettore dell'università dell'Aquila. Va detto che la relazione è stata da pochissimo rimossa dal sito del Senato (era online almeno sino al 9 marzo), ma resta ugualmente visionabile in una copia cache su archive.org.

La Guardia di Finanza, dice il Corriere della Sera, avrebbe accertato che sarebbe costato 9 volte più del previsto, dichiarazione che anche Radio Città Aperta attribuisce allo stesso Di Orio. Il rettore riporta che l'ospedale aveva nel 1972 un costo previsto di 11.395 milioni di lire ed una capacità di 1.100 posti letto; rimasto per venti anni allo stato di "rustico" (senza cioè le finiture edilizie), dal 1992 si cominciò a completarlo, assommando finanziamenti per circa 200 miliardi di lire e riducendo i posti letto a 350, un terzo rispetto a quelli previsti.

Andrea Cuomo, de Il Giornale, in un articolo in cui racconta la sua visita clandestina alla struttura insieme a Di Orio, sintetizza così la situazione: "Mettiamola così: pagate una Fiat Cinquecento come una Maserati e poi vi accorgete che, quando ne avete bisogno siete a piedi." E riporta brani dei lavori della commissione, che stigmatizzarono della struttura "l'irrazionalità e l'obsolescenza dell'impianto costruttivo, la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all'enorme dispersione dei percorsi orizzontali".

Il progetto dell'ospedale fu presentato nel 1967 dall'ingegner Marcello Vittorini, nativo del luogo e nel corso del tempo destinatario di diversi incarichi istituzionali di responsabilità a livello nazionale (comprese diverse cattedre universitarie), il quale oggi dichiara di non saper comprendere le ragioni del cedimento, aggiungendo: "Non so se l'incuria possa aver compromesso i pilastri. Quando con l'ingegner Gaspare Squadrilli presentammo il progetto, L'Aquila era classificata dal ministero dei Lavori pubblici come zona sismica di seconda categoria. E noi superammo tutti i collaudi".

Vittorini, notissimo nel suo ambito professionale (in cui tra l'altro si è occupato della redazione di piani regolatori e di altri strumenti urbanistici di numerose città tra le quali Firenze), si era reso noto anche al grande pubblico partecipando al gruppo di intellettuali che il 12 giugno 1987 lanciarono dalle pagine del Corriere della Sera l'appello a votare per il Partito Socialista Italiano.

Anche l'ingegner Squadrilli era già apparso sulle cronache per via di una nota inchiesta del 1993, nel corso di Tangentopoli, su ipotesi di abuso d'ufficio in appalti della società Cogefar, per la quale secondo il quotidiano Il Messaggero era direttore lavori; gli appalti riguardavano proprio questo ospedale, e la polemica politica che si scatenò al tempo nei riguardi del pubblico ministero Fabrizio Tragnone, attaccato in insolita concordia da Marco Pannella e da Remo Gaspari, ebbe un certo risalto. Impregilo, l'azienda che ha inglobato la Cogefar, ha smentito che i suoi interventi abbiano riguardato la parte strutturale; la smentita contrasta però con il sito ufficiale del gruppo, che si descrive come "un punto di riferimento nell'ambito dell'edilizia sanitaria. In questo settore la società ha realizzato sia in Italia che all'estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.", e cita anche l'ospedale dell'Aquila.

Polemica Berlusconi-Times[modifica]

Una polemica per alcuni versi sconcertante ha coinvolto il primo ministro Berlusconi ed il quotidiano britannico "The Times".

Il giornale, riferendo dell'incontro del premier con gli sfollati avvenuto martedì nelle tendopoli di Bazzano e San Demetrio, ha ripreso quanto riportato dai giornalisti dell'emittente televisiva tedesca N-TV channel, evidenziando con enfasi alcune uscite del politico italiano. Berlusconi, parlando ai senza-tetto, li aveva esortati a raggiungere gli alberghi che erano stati resi disponibili per loro sulla costa adriatica, e nel corso della conversazione avrebbe detto che sì, gli attendamenti non sono il massimo della comodità, ma si dovrebbe guardare a questa situazione come ad un week-end in campeggio. Avrebbe poi suggerito ad una donna sfollata di usare della crema solare. Il quotidiano prosegue l'articolo elencando le proprietà immobiliari di Berlusconi e riportando la proposta sarcastica di uno degli sfollati di scambiare i ruoli fra sè ed il premier, andando Berlusconi a dormire in una tenda senza acqua calda al gelo della notte, e lui a fare il primo ministro.

In un comunicato di replica della presidenza del consiglio dei ministri, che nel titolo parla di "rammarico per critica scorretta", le uscite del premier non sono state smentite, ma "contestualizzate" nell'intenzione del capo del governo di sdrammatizzare a fini di "rassicurazione e incoraggiamento". Le frasi oggetto di sottolineatura da parte del quotidiano sarebbero state - secondo il comunicato - "rivolte in tono scherzoso [...] soprattutto ai bambini, per convincere le loro famiglie a lasciare le tende e spostarsi nei più comodi alberghi della costa". Nell'evidenziare a sua volta che l'inviato del Times non era sul posto, Palazzo Chigi soggiunge che Berlusconi sarebbe stato applaudito e ringraziato.

Fonti[modifica]