Giochi Olimpici Invernali 2006 short track staffetta 3000 m femminile

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

22 febbraio 2006

Centesima medaglia italiana alle olimpiadi invernali[modifica]

Giochi Olimpici Invernali
 

Le ragazze dello short track portano all'Italia la centesima medaglia della storia delle Olimpiadi invernali. Marta Capurso, Arianna Fontana, Katia Zini e Mara Zini, giungono quarte nella staffetta dello short track, ma vengono pesantemente penalizzate da una scorrettezza della squadra cinese, giunta terza e squalificata. L'Italia sale così ad occupare il terzo posto che vale la medaglia di bronzo e le tre cifre per le medaglie italiane.
Dopo la buona semifinale, dove l'Italia è giunta seconda alle spalle della Corea del Sud, la nazionale scende sul ghiaccio come la più debole tra le quattro finalista, che vedono in pista anche Cina, Canada e Corea del Sud. Si devono percorrere 3.000 metri, pari a 27 giri di pista.
L'Italia parte all'interno. Si inizia con un partenza falsa, la successiva ripartenza termina alla prima curva a causa di un contatto che provoca la caduta delle concorrenti del Canada e della Corea del Sud. Si riparte e si forma subito il trenino. L'Italia rimane attaccate alle avversarie, anche se sempre in quarta posizione. A dodici giri dalla fine il ritmo aumenta e le azzurre perdono il passo, si crea un vuoto che le nostre atlete non riescono a colmare.
A sette giri dal termine, le concorrenti in testa riducono la spinta e l'Italia rientra, mentre la Cina si porta davanti. La Corea del Sud non ci sta ed inizia il forcing: si creano così due coppie Corea-Canada e Cina-Italia. L'Italia è ancora in corsa per il bronzo.
Due giri dal termine ed al cambio accade il fattaccio. Tianyu Fu spinge Meng Wanq, passandole il testimone simbolico, ma non si sposta dalla linea di corsa come prescrive il regolamento, sbarrando il passo a Marta Capurso, che aveva appena ricevuto la spinta da Arianna Fontana. La Capurso si scontra contro la cinese, quasi ferma, riparte, ma la Cina è ormai lontana.
Arriva la fine: prima la Corea, seconda il Canada e terza la Cina, l'Italia quarta e ultima. Ma tutti guardano alla giuria e soprattutto il capo-arbitro Michel Verrault. La decizione arriva in fretta: Cina squalificata e Italia terza.
Alle asiatiche è stato anche contestato un cambio irregolare ed un altro impedimento nei confronti del Canada, che si aggiungono a quello più evidente ai danni dell'Italia.

Fonti[modifica]