Trovato ucciso il piccolo Tommaso Onofri

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1 aprile 2006


Dopo i recenti sviluppi investigativi, Mario Alessi, sino a ieri l'unico indagato per il rapimento di Tommaso Onofri, ha confessato di essere tra i responsabili del rapimento del bambino e che lo stesso è morto, pochi giorni dopo il sequestro.

La morte del bambino non ha avuto luogo a causa della patologia di cui era affetto: l'Alessi, infatti, ha ammesso di non aver sopportato più le grida del bambino e di averlo ucciso appena due giorni dopo il rapimento, sul greto del vicino torrente. La zona dove gli inquirenti hanno trovato il cadavere è frequentata da prostitute e dai loro clienti, che si sarebbero potuti insospettire per i lamenti del bimbo. Tommaso, quindi, sarebbe stato ucciso per la paura di essere scoperti.

L'uomo ha portato gli investigatori nel luogo dove giaceva il cadavere del bimbo: ad una prima visione del cadavere, Tommaso Onofri potrebbe essere stato ucciso a colpi di pala.

Tentativo di sequestro lampo

Alessi ha ammesso agli inquirenti che il bambino era stato rapito al fine di estorcere denaro ai genitori, che - nell'intenzione dei delinquenti - il papà di Tommaso avrebbe prelevato dall'ufficio postale nel quale lavorava. Il sequestro sarebbe dovuto continuare, forse anche per diversi mesi, in quanto gli investigatori hanno ritrovato molte scatole del Tegromol, lo sciroppo necessario per controllare gli attacchi epilettici del bimbo.

Tre persone in stato di fermo

Oltre al manovale siciliano (che appena due giorni fa si era rivolto alle telecamere de "a vita in diretta" affermando di condannare questa crudeltà), la Procura distrettuale antimafia ha dato notizia che sono state sottoposte a fermo di polizia giudiziaria, con l'ipotesi di reato di sequestro di persona, Salvatore Raimondi ed Antonella Conserva. Raimondi è il pregiudicato la cui impronta è stata rinvenuta dagli investigatori sul nastro adesivo utilizzato per immobilizzare i genitori di Tommaso in occasione del sequestro. La Conserva, invece, è la convivente di Alessi: il suo ruolo nel crimine non è ancora chiaro, ma pare che si sarebbe dovuta occupare della cura e della custodia del bambino.

Le reazioni dei genitori

A quanto pare, i genitori del piccolo Tommaso hanno saputo della morte del proprio figlio attraverso la televisione, mentre i magistrati sono arrivati più tardi. Saputa la notizia, il padre di Tommaso si sarebbe diretto in giardino urlando "No!" diverse volte.

Anche dal mondo politico giungono auspici per una pena esemplare: il Codice Penale prevede che il sequestratore che uccida volontariamente il sequestrato sia punito con la pena dell'ergastolo.

Fonti